Rassegna stampa
Dicono di Sonia Piloto di Castri
Scrive Sonia Piloto di Castri: «Di loro, degli Indios australi, con il diritto di esistere anche la memoria è stata cancellata, perché il vento che soffia perenne sul Deserto, ha portato con sé il loro grido di dolore e quello di una popolazione il cui unico torto era di essere nata su quel territorio…
Sorella, sorellina:
se si deve partire,
partiremo.
La nuvola nel vento,
se ne va senza pensare,
sorella, sorellina (Canto d'amore indiano) »
Un saggio appassionato e coerente, che recupera pagine disseminate negli scritti di quanti parlarono degli indios australi, da Darwin a Chatwin, da Pigafetta a Borjes, da Pernety a Mansilla, da Caboto a Galeano...
Dicono di SOTTO UN ALTRO CIELO
Sotto un altro cielo: due generazioni di donne immigrate a Torino, dal Veneto e dal Perù, dal Sud Italia e dall’Est europeo...i risultati di una ricerca, promossa dalla FNP-CISL, Area Metropolitana Torinese, sulla parabola migratoria di donne immigrate a Torino negli anni del boom economico e di protagoniste degli attuali flussi migratori. Grazie all’utilizzo incrociato di fonti diversificate, dà spazio alle storie di vita di donne per cui Torino non rappresenta solo una risorsa da sfruttare, ma riveste i connotati di una nuova realtà in cui integrarsi.
Dicono di SOVRANITÀ INDIVIDUALI
Uno dei ventitre io, al momento di presentrasi, in quanto frammento inconscio-cromosoma, così si descrive: «Sono al mondo, in questo mondo vivo, ma non appartengo a nessun luogo... Ovunque io viva, sono nel mio paese, qualsiasi popolo è il mio popolo, qualsiasi lingua è la mia lingua, qualsiasi cultura è la mia cultura».
Dicono di STORIE DI NORMALE DISLESSIA
Perché parlare di dislessici geniali? Perché un libro è stato scritto a quattro mani da una logopedista e da un giovane dottore in fisica, dichiaratamente dislessico, e col nascosto desiderio di diventare scrittore? L’idea è partita dall’esperienza quotidiana accanto a persone con Dislessia Evolutiva, anche chiamata DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), non solo con soggetti in età infantile, ma dal contatto sempre più frequente con preadolescenti e adolescenti, soprattutto quelli che hanno avuto una diagnosi tardiva (purtroppo ce ne sono tanti) o addirittura giovani adulti... in modo particolare, i ragazzi, che spesso rimangono sorpresi di fronte alla diagnosi, increduli o dubbiosi su cosa possa significare o cosa ha già significato per loro...
Dicono di TORINO, L'EGITTO E L'ORIENTE
Un libro per fare un po' di chiarezza, uno strumento critico e solido, ma anche un aiuto per conoscere un sustrato di cultura e di simbolismo più antichi...
Dicono di TORINO. DA AUGUSTA TAURINORUM ALL'EUROPA
Un piccolo record e un utile strumento per gli stranieri che si approcciano per la prima volta alle meraviglie della città. 12 percorsi suggeriti, 7 lingue: italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo, arabo e giapponese...
Dicono di Valeria Mocanasu: Il sapore della mia terra
Valeria Mocanasu ci narra la sua Romania direttamente – senza la mediazione del traduttore – cimentandosi in quella che da cinque anni è diventata la sua seconda lingua: l’italiano, che sarà probabilmente la prima lingua dei suoi nipoti. Lo fa con semplicità, in modo diretto, spontaneo, colorito. Da tempo la nostra Editrice progettava di pubblicare libri di narrativa italiana in lingua straniera, affinché gli immigrati residenti in Italia possano conoscere, e quindi rispettare, la nostra cultura non solo attraverso testi storici (spesso ostici), o tramite i mezzi di comunicazione di largo consumo rappresentanti, spesso, un Paese artificiale e inesistente. Ma possano farlo anche attraverso la narrativa, che come altre forme espressive (cinematografia, musica, teatro…) così bene ha rappresentato e rappresenta il Paese reale. Con questo libro, finalmente iniziamo a realizzare il nostro progetto: ma… all’inverso. Già, perché se è giusto chiedere agli stranieri di conoscere (per rispettarla) la nostra cultura, è altrettanto giusto che agli italiani sia data l’opportunità di conoscere (per rispettarle) le diverse culture che gli immigranti portano con sé.
Dicono di VIETATO GETTARE I RIFIUTI
Riccardo Borgogno, nato a Torino, sceneggiatore di fumetti, è stato finalista alle edizioni 1998 e 2000 del Premio Nazionale di letteratura Fantastica di Courmayeur. Ha presentato a Telesubalpina il suo primo romanzo, “Vietato gettare i rifiuti”: un thriller ambientato a Torino, che si inserisce con particolari sfumature nella tradizione dei “gialli” torinesi. Torino è la città degli anni di piombo vent’anni dopo, in cui il passato può essere riciclato solo a prezzo di riviverlo.
Dicono di Vittorio Aghemo
«...lui è capace.
Il linguaggio della vita si trasferisce nella parola che racconta. E che fluisce disinvolta, in grado di ossequiare la fantasia e, nel contempo, di rendere la consuetudine, di avvincere e coinvolgere» (Giorgio Oggioni).
Dicono di VOGLIA DI FAVOLA… TUTTA COLPA DEL BAMBINO DI NAZARET
Favole piacevoli a leggersi, per bambini e adulti, fonte di riflessione sul reale significato del Natale in un mondo adombrato dal prevalere del consumismo (Pier Giorgio Micchiardi)... Nicola Di Mauro, nato a Roma il 27 settembre 1961, risiede a Torino dal 1975. Giornalista pubblicista, redattore e consulente editoriale, collabora presso alcune case editrici e periodici nazionali. Ha pubblicato saggi, racconti e poesie.
