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Rassegna stampa

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Dicono de LE CHIESE DI TORINO

"Ho accolto con grato animo l’offerta della Edizioni Angolo Manzoni di rimettere il volume in circolo in veste grafica impeccabile (e con un gruppo di documenti concernenti Santa Cristina). Chi avrà ancora bisogno “del Tamburini” (come l’ho udito amabilmente definire) potrà averlo in bella veste e senza le difficoltà di prima ...ad ognuno auguro che dal libro non resti deluso" (Luciano Tamburini).



Dicono dei nostri FIORI ALL'OCCHIELLO

I nostri FIORI ALL'OCCHIELLO. I volumi pubblicati con la consulenza, il coordinamento editoriale e la grafica della Edizioni Angolo Manzoni, da parte di Enti, Fondazioni, Centri Culturali...



Dicono del sito Internet

Il sito è stato visitato da lettori di tutto il mondo, da Torino al Canada, dagli Stati Uniti alla Svizzera, dall’Inghilterra alla Sicilia… Le e-mail contengono consigli, segnalazioni, richieste di approfondimenti o di informazioni. Giudizio sul sito: interessante e ben fatto.



Dicono della casa editrice

La storia della Edizioni Angolo Manzoni ha inizio nel 1989. La sua linea editoriale: pubblicare bei libri che siano leggibili da tutti (in quest’ottica è nata CORPO 16, la collana a grandi caratteri) e in ogni senso (devono parlare i testi e le immagini). Il catalogo spazia dalla storia dei nativi americani a quella dell'antico Egitto, dalla narrativa alla poesia, al fumetto, alla fotografia.

Edizioni Angolo Manzoni s.r.l., Via Cibrario 28, 10144 Torino - tel. 011.47 30 775 - fax 011.430 33 88, info@angolo-manzoni.it -www.angolo-manzoni.it



Dicono della FANTASTICA EPOPEA DEL POPOLO DEI PINGUINI

«Quando alcuni anni orsono feci una rapida conoscenza con Giovanni Bigatello sulle colline innevate della Lapponia, a tutto pensai, fuorché alla possibilità che quel piccolo medico italiano divenisse un “messaggero” della Nuova Storiografia dei Pinguini, così come l’avevamo scritta noi, i “Ragazzi dello Stoccafisso”. Proprio pochi giorni prima, il periodico incontro del Gruppo dei “ragazzi” si era concluso con il solito ritornello: “Fino a quando La Scienza Ufficiale resterà cieca e sorda ai risultati delle nostre ricerche?” ... Così la rivoluzionaria storia dell’Epopea dei Pinguini rischiava di restare confinata fra i ghiacci della Baia di Brolin, o al massimo tra le pareti dei cottages di Lundberg o di Lowett. Invero l’Autore di questo libro riferisce di aver ascoltato straordinarie relazioni sulle nostre scoperte tanto in Europa quanto in America, ma si “dimentica” di precisare che a quelle conferenze erano presenti non più di trenta-quaranta ascoltatori al massimo, se si esclude un folto e folkloristico gruppo di Nativi Americani, immancabili nelle relazioni tenute in Arizona e in Alaska...».(Oleg Skandinsky, Membro della Royal Artic Academy of Troendheim, Norvegia)



Dicono della nostra POESIA

“HUMANITAS” 5/99 – recensione.

Mirella Bein Argentieri, “RIFORMA”, 5 maggio 2000 – La poesia, la croce e la speranza.

Giorgio Straniero, Gabriele La Porta, “AVVENIMENTI”, 14 maggio 2000 – recensione.

"LA REPUBBLICA", 27 giugno 2002 - Libro di poesia e immagine.

E IN SEGUITO:



Dicono di TORINO CHE CAMBIA. DALLE FERRIERE ALLA SPINA 3

Una difficile transizione documentata dai ricercatori Anna Badino, Enrico Miletto, Cristina Bianchetti, Anna Todros con l'architetto Carlo Spinelli. Fotografata da Bruna Biamino e Mauro Raffini. Per la Fondazione Vera Nocentini.



Dicono di UN MARITO PER JOLANDA. OMAGGIO A GIANNA BALTARO...

Questo è un atto d’amore per la Baltaro, non scritto per sostituirsi a Lei, ma omaggio doveroso e affettuoso per gli amici, come Lei soleva chiamare i suoi lettori.  E questo, umilmente, hanno cercato di realizzare Enzo e Daniela, gli editor delle 18 avventure del commissario Martini. Insieme a tutto lo staff della Editrice - Federico Alfonsetti, Paola Palumbo, Sonia Piloto di Castri, Nino Truglio - hanno contribuito alla pubblicazione delle sue ultime indagini e poi alle ristampe, rivedute e corrette dall’Autrice ed editate per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni.
Marginalmente, Enzo Bartolone è stato anche l’amico editore.




Dicono di CORPO 16 GRANDI CARATTERI

La comparsa di libri stampati a grandi caratteri e con specifiche caratteristiche atte ad agevolare la lettura alle persone con un visus ridotto (per l’età o per patologie), è stata accolta con favore sia da parte di giornalisti della stampa ufficiale, sia da parte degli operatori sanitari, che su periodici specialistici e in pubbliche conferenze hanno patrocinato i vantaggi di una terapia della lettura facile. Ma è stata accolta con favore anche dai lettori: Quel Corpo 16 è eccellente. Anche per le viste buone: con i caratteri piccoli gli occhi sempre soffrono, ha scritto Guido Ceronetti. Nico Orengo, “LA STAMPA”, 10 aprile 1997 - Marquez e Tamaro a grandi caratteri: il popolo delle talpe vuole leggere. Giovanni Tesio, “LA STAMPA”, 30 gennaio 1998 – Vediamoci chiaro! Prof. Dott. Maurizio Bellucci Sessa, medico chirurgo, Progetto Biblos, - relazione - Fiera del Libro, Lingotto Torino, 13 maggio 2000 – Parole chiare… Parole scure. Alice Nobis, “LA RIVISTERIA” n.102, dicembre 2000 – La terza età in compagnia di un libro. Simonetta Petruzzi, “Il GIORNALE DEL PIEMONTE”, 4 agosto 2000 – Caratteri giganti per i libri degli ipovedenti. Alberto Riccadonna, “LA VOCE DEL POPOLO”, 3 settembre 2000 – Arrivano 20 libri per chi non vede. “HOMO LUDENS”, ottobre 2000 – CORPO 16, per il piacere di leggere senza fatica - intervista a Enzo Bartolone. Luisella Re, “LA STAMPA”, 10 gennaio 2001 – Libri, altro che Internet. Donatella Sasso, “TORINO CULTURA” 2001 – Occhio al carattere! Sandra Origliasso, “TORINO SERA”, 18 luglio 2001 – Una collana dedicata ai lettori ipovedenti. Gianlisa Savaré, “NUOVA E NOSTRA”, 28 ottobre 2001 – CORPO 16. Cos’è? “SPECIALE FNP”, dicembre 2001 – Grandi caratteri in biblioteca: che grande scoperta.



Dicono di CORPO 16 JUNIOR: EDO NON SA LEGGERE

Edo non sa leggere. È dislessico...proprio come Einstein: il volume è pubblicato nella COLLANA CORPO 16 GRANDI CARATTERI, perché “l'adozione della tecnica del corpo 16 accanto alle figure accuratamente studiate nei loro particolari più espressivi rappresenta sicuramente il naturale corollario a questo sforzo, rivelandosi una delle più efficaci forme di facilitazione per l'esercizio terapeutico nel dislessico, in quanto riduce in notevole misura la cattiva comprensione dei simboli grafici con un potenziamento delle capacità percettive complessive attraverso un migliore sfruttamento delle capacità visive” (Professor Maurizio Bellucci Sessa)




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