Rassegna stampa
Dicono di Carlo Dini
"...ho ricevuto i libri di Carlo Dini e vi ringrazio. Li ho letti con piacere; l'autore ha vent'anni meno di me ma i suoi ricordi torinesi del dopoguerra sono curiosamente simili ai miei degli anni '30... Da quel vecchio sentimentale che sono, le vicende parigine con Isabelle mi hanno commosso..." (Gino Moretti)
Dicono di CARLO VIDUA
"Il risalto che negli ultimi anni il Comune di Conzano ha dato alla figura di Carlo Vidua-viaggiatore, trova consacrazione nell'appassionante volume curato da Marisa Viaggi Bonisoli: "Carlo Vidua - Narrazione viaggio alla Nuova Guinea". È indubbio pregio di questo libro la certosina analisi degli appunti di viaggio del Conte di Conzano, annotati negli inediti " Quadernetti ". (Emanuele Demaria, Sindaco di Conzano)".
Dicono di CASCINA MACONDO \ /
La prima collana di libri scritti con accentazione ortoèpica lineare. Nella vita quotidiana le parole vengono dette quasi buttandole via, non c’è più la consapevolezza della loro bellezza… Usare gli accenti acuti e gravi significa rallentare il ritmo della nostra vita. Scrivere (e leggere) “attèntaménte, non “attentamente”, perché ogni accento sulle parole che leggiamo è collegato ad un momento di riflessione che interrompe il frenetico mondo quotidiano: con accentazione ortoèpica lineare, a GRANDI CARATTERI... Un ritmo più lento permette una consapevolezza maggiore del suono, un legame che nei percorsi di lettura ad alta voce emerge in maniera lampante.
Dicono di CORPO 16 GRANDI CARATTERI
La comparsa di libri stampati a grandi caratteri e con specifiche caratteristiche atte ad agevolare la lettura alle persone con un visus ridotto (per l’età o per patologie), è stata accolta con favore sia da parte di giornalisti della stampa ufficiale, sia da parte degli operatori sanitari, che su periodici specialistici e in pubbliche conferenze hanno patrocinato i vantaggi di una terapia della lettura facile. Ma è stata accolta con favore anche dai lettori: Quel Corpo 16 è eccellente. Anche per le viste buone: con i caratteri piccoli gli occhi sempre soffrono, ha scritto Guido Ceronetti. Nico Orengo, “LA STAMPA”, 10 aprile 1997 - Marquez e Tamaro a grandi caratteri: il popolo delle talpe vuole leggere. Giovanni Tesio, “LA STAMPA”, 30 gennaio 1998 – Vediamoci chiaro! Prof. Dott. Maurizio Bellucci Sessa, medico chirurgo, Progetto Biblos, - relazione - Fiera del Libro, Lingotto Torino, 13 maggio 2000 – Parole chiare… Parole scure. Alice Nobis, “LA RIVISTERIA” n.102, dicembre 2000 – La terza età in compagnia di un libro. Simonetta Petruzzi, “Il GIORNALE DEL PIEMONTE”, 4 agosto 2000 – Caratteri giganti per i libri degli ipovedenti. Alberto Riccadonna, “LA VOCE DEL POPOLO”, 3 settembre 2000 – Arrivano 20 libri per chi non vede. “HOMO LUDENS”, ottobre 2000 – CORPO 16, per il piacere di leggere senza fatica - intervista a Enzo Bartolone. Luisella Re, “LA STAMPA”, 10 gennaio 2001 – Libri, altro che Internet. Donatella Sasso, “TORINO CULTURA” 2001 – Occhio al carattere! Sandra Origliasso, “TORINO SERA”, 18 luglio 2001 – Una collana dedicata ai lettori ipovedenti. Gianlisa Savaré, “NUOVA E NOSTRA”, 28 ottobre 2001 – CORPO 16. Cos’è? “SPECIALE FNP”, dicembre 2001 – Grandi caratteri in biblioteca: che grande scoperta.
Dicono di COTONIFICI... A ROTOLI
Un contributo specifico alla comprensione della storia: questa ricerca riguarda il gruppo dei Cotonifici Valle Susa, che hanno costituito una concentrazione di opifici tessili soprattutto nelle vallate torinesi dalla fine dell’Ottocento fino al fallimento negli Anni ’60 e agli smembramenti succedutesi negli Anni ’70.
Dicono di Diego Scarca
"...in una settimana mi è capitato di leggere e soprattutto rileggere 'Scherzo parigino'...la prima cosa da definire è la figura del narratore, e se questa è in qualche modo o meno legata con il protagonista. Beh, in questo caso mi basta citare la descrizione che il narratore fa di se stesso, vestito con pantaloni neri, giacca scura e camicia ‘del nonno’ che è così abbondante da riuscire a fare con fatica il rimborso dei pantaloni. L’amore per le atmosfere dei petites poèmes, per il senso tragicomico e ineluttabile dell’esistenza, per i suoi amori che sembrano così finti e prevedibili solo perché non si ha il coraggio di ammettere che sono davvero amori, anche se non sono L’Amore che ci si sognava...l’andarsene e il tornare a Torino. Parigi, Parigi, Parigi. In questo libro c’è l’Autore e solo l’Autore..."
Dicono di DOUBLE-FACE
...due libri in uno: un titolo da una parte e, rivoltando il volume, uno dall’altra. Non si tratta di un semplice espediente tipografico. La forma grafica non esprime altro che la dualità, per non dire la molteplicità, del reale. E poi uno storico gruppo teatrale, ASSEMBLEA TEATRO, e una casa editrice torinese accomunati da un impegno che è il rifiuto di lasciar passare i buchi neri della memoria…
Dicono di Elena Cappellano
"Nei suoi romanzi, un narrare leggero e malinconico, intrecci famigliari che ricordano certe atmosfere di Natalia Ginzburg..." scrive Giovanni Tesio.
Dicono di Emma Trafano
"Ho letto pagine vibranti di vita quotidiana, ho visto quadretti carichi di colori, tonalità, sfumature… Ho assaporato un caldo bicchiere di latte e miele: mi sono commossa. Grazie".
Graziella Bianco (Insegnante di Lettere della Scuola Media di Montegrosso d’Asti, che ha adottato L’ospite di Natale come libro di lettura, per gli alunni della sua I media).
Dicono di Enrico Calamai
Enrico Calamai, console italiano in Argentina tra il 1972 e il 1976, è stato definito da Deaglio “l’eroe discreto di Buenos Aires”. Nel corso del suo mandato, che è coinciso con gli anni più bui della dittatura Videla-Massera-Agosti, riuscì a mettere in salvo, a rischio della sua stessa vita, molti perseguitati politici del regime. Dall’esperienza triste e intensa di quegli anni è nato il libro-documento Faremo l’America, che raccoglie episodi realmente accaduti e che rimane, a molti anni di distanza dalla dittatura, una testimonianza preziosa dei soprusi a cui furono sottoposti migliaia di dissidenti del governo argentino.
