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Rassegna stampa

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Dicono di CARLO VIDUA

"Il risalto che negli ultimi anni il Comune di Conzano ha dato alla figura di Carlo Vidua-viaggiatore, trova consacrazione nell'appassionante volume curato da Marisa Viaggi Bonisoli: "Carlo Vidua - Narrazione viaggio alla Nuova Guinea". È indubbio pregio di questo libro la certosina analisi degli appunti di viaggio del Conte di Conzano, annotati negli inediti " Quadernetti ". (Emanuele Demaria, Sindaco di Conzano)".



Dicono di CASCINA MACONDO \ / 

La prima collana di libri scritti con accentazione ortoèpica lineare. Nella vita quotidiana le parole vengono dette quasi buttandole via, non c’è più la consapevolezza della loro bellezza… Usare gli accenti acuti e gravi significa rallentare il ritmo della nostra vita. Scrivere (e leggere)  “attèntaménte, non “attentamente”, perché ogni accento sulle parole che leggiamo è collegato ad un momento di riflessione che interrompe il frenetico mondo quotidiano: con accentazione ortoèpica lineare, a GRANDI CARATTERI... Un ritmo più lento permette una consapevolezza maggiore del suono, un legame che nei percorsi di lettura ad alta voce emerge in maniera lampante.





Dicono di COTONIFICI... A ROTOLI

Un contributo specifico alla comprensione della storia: questa ricerca riguarda il gruppo dei Cotonifici Valle Susa, che hanno costituito una concentrazione di opifici tessili soprattutto nelle vallate torinesi dalla fine dell’Ottocento fino al fallimento negli Anni ’60 e agli smembramenti succedutesi negli Anni ’70.



Dicono di Diego Scarca

"...in una settimana mi è capitato di leggere e soprattutto rileggere 'Scherzo parigino'...la prima cosa da definire è la figura del narratore, e se questa è in qualche modo o meno legata con il protagonista. Beh, in questo caso mi basta citare la descrizione che il narratore fa di se stesso, vestito con pantaloni neri, giacca scura e camicia ‘del nonno’ che è così abbondante da riuscire a fare con fatica il rimborso dei pantaloni. L’amore per le atmosfere dei petites poèmes, per il senso tragicomico e ineluttabile dell’esistenza, per i suoi amori che sembrano così finti e prevedibili solo perché non si ha il coraggio di ammettere che sono davvero amori, anche se non sono L’Amore che ci si sognava...l’andarsene e il tornare a Torino. Parigi, Parigi, Parigi. In questo libro c’è l’Autore e solo l’Autore..."



Dicono di DOUBLE-FACE

...due libri in uno: un titolo da una parte e, rivoltando il volume, uno dall’altra. Non si tratta di un semplice espediente tipografico. La forma grafica non esprime altro che la dualità, per non dire la molteplicità, del reale. E poi uno storico gruppo teatrale, ASSEMBLEA TEATRO, e una casa editrice torinese accomunati da un impegno che è il rifiuto di lasciar passare i buchi neri della memoria



Dicono di Elena Cappellano

"Nei suoi romanzi, un narrare leggero e malinconico, intrecci famigliari che ricordano certe atmosfere di Natalia Ginzburg..." scrive Giovanni Tesio.



Dicono di Emma Trafano

"Ho letto pagine vibranti di vita quotidiana, ho visto quadretti carichi di colori, tonalità, sfumature… Ho assaporato un caldo bicchiere di latte e miele: mi sono commossa. Grazie".

Graziella Bianco (Insegnante di Lettere della Scuola Media di Montegrosso d’Asti, che ha adottato L’ospite di Natale come libro di lettura, per gli alunni della sua I media).



Dicono di Enrico Calamai

Enrico Calamai, console italiano in Argentina tra il 1972 e il 1976, è stato definito da Deaglio “l’eroe discreto di Buenos Aires”. Nel corso del suo mandato, che è coinciso con gli anni più bui della dittatura Videla-Massera-Agosti, riuscì a mettere in salvo, a rischio della sua stessa vita, molti perseguitati politici del regime. Dall’esperienza triste e intensa di quegli anni è nato il libro-documento Faremo l’America, che raccoglie episodi realmente accaduti e che rimane, a molti anni di distanza dalla dittatura, una testimonianza preziosa dei soprusi a cui furono sottoposti migliaia di dissidenti del governo argentino.



Dicono di Fabio Arrivas

Arrivas è avvocato e, come scrive Antòn Cecov (Tre anni) "la professione d’avvocato non gli dispiaceva, ma l’occupazione sua principale era considerata da lui non l’avvocatura, ma appunto questi romanzi. Gli sembrava d’esser dotato d’una delicata, artistica costituzione e si sentiva perpetuamente attratto verso l’arte…"



Dicono di Fabio Cerretani

"Fabio Cerretani è uno scrittore compatto, severo con se stesso, linguisticamente asciutto e misurato, strutturalmente classico, tanto che i supporti letterari citabili vanno da Bassani a Pirandello, con qualche spruzzata di Arpino, Cassola e Gogol...più che una promessa di cui nessuno si è accorto, è una bella certezza che invitiamo a scoprire senza ulteriori ritardi" (Sergio Pent)




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