Rassegna stampa
Dicono di Giorgio Ballario: il detective HECTOR PERAZZO dall'Argentina a Torino
Giorgio Ballario, oltre che nella narrativa giallo noir ambientata nello spazio - tempo del ventennio fascista coloniale, con il suo detective Hector Perazzo si cimenta in una realtà contemporanea fatta di droga, violenza, ricatto, che esce dai confini torinesi per estendersi alle isole greche.
Argentino di origine italiana, l'ex poliziotto Perazzo, a metà degli anni Ottanta, percorre al contrario la rotta dei suoi avi e arriva in Italia con pochi soldi, poche certezze e tanti sogni. A Torino, dove una vecchia zia gli ha lasciato in eredità un piccolo appartamento in un quartiere multietnico, apre un'agenzia di investigazioni e tira avanti stancamente finché non gli capita un incarico apparentemente semplice e ben retribuito per conto di uno fra i maggiori scrittori italiani: recuperare il manoscritto rubato all'autore di best seller...
Dicono di Giorgio Ballario: il maggiore ALDO MOROSINI nell'Africa Italiana
«Aldo Morosini è un uomo (un militare) che sa il fatto suo senza aver nulla di onnipotente. Un po’ bastian contrario, legge Seneca, fuma le Macedonia extra, ha un carattere timido e riservato, e ammette di avere qualche volta la tendenza a distrarsi. Con tutte queste caratteristiche, potrebbe diventare l’inquirente fisso di qualche altra vicenda gialla che Ballario, se non lo sta già facendo, potrebbe avere in animo di narrare» (Giovanni Tesio).
Dicono di Giulia Fiorn
Giulia Fiorn,"Lilli", straordinaria "pietra scartata" che diviene "testata d'angolo"...
GIULIA FIORN, Non importa se non hai trovato l’uva fragola: Mirella Appiotti, “LA STAMPA”, 9 maggio 1995 – Un «Calvino» al femminile. Anna Sartorio, “LA REPUBBLICA”, 9 maggio 1995 – Due donne al traguardo del premio Calvino. Marisa Bulgheroni, “L’INDICE”, settembre 1995 - Le due anime del Premio Calvino. Cinzia Scaffidi, “CAMPO ROSSO”, 4 ottobre 1996 – recensione. Alessandra Vindrola, “LA REPUBBLICA”, 18 ottobre 1996 – recensione. Mario Marchetti, “L’INDICE”, gennaio 1997 – La pietra scartata. Ketty Castro, “PIU’”, luglio 2000 – recensione. A. Sartorio, M. Appiotti, F. Biamonti, F. Ramondino, P. De Benedetti, G. Martini, “IL LUNARIO DELLE LANGHE, DEL MONFERRATO E DEL ROERO” n.452, 21 aprile 1997 – La speranza è un sogno fatto da svegli. Armando Brignolo, “LA STAMPA”, 11 febbraio 1998 – Quell’uva fragola ricorda Montechiaro. GIULIA FIORN, Elda la candida: Wolfgang Cecchin, “ANTEPRIMA”, 1 gennaio 1999 – I racconti astigiani di Giulia Fiorn. E IN SEGUITO:
Dicono di Giuseppe Fiorenza
“Ci sono 3 buone ragioni per leggere il nuovo romanzo di Giuseppe Fiorenza. La prima ragione è che racconta una storia d’amore. La seconda ragione è che racconta una storia d’amore in Calabria. In Calabria non si parla d’amore. Si parla di violenza, di criminalità, di ingiustizia, di miseria, di povertà ma non d’amore. La terza ragione è che racconta una storia d’amore in Calabria in un certo modo e con uno stile contaminato dal dialetto”. Francesco Sorgiovanni
Dicono di GRANDI CON IL PARKINSON
EFFICIENZA NEGLI ANNI CON LA MALATTIA DI PARKINSON:
Un saggio sugli esempi di Leonardo da Vinci, Wilhelm von Humboldt e Giovanni Paolo II...
Dicono di Jane R. Speiser
Jane R. Speiser, poliedrica artista: regista (film, cortometraggi di animazione e documentari), scrittrice, autrice di saggi e romanzi, pittrice, illustratrice di libri per ragazzi e libri satirici... Nel 1984 ha ricevuto un premio per la Satira Disegnata al Festival Internazionale dello Sport di Ancona, e nel 1994 il premio della critica al Festival Contro la Guerra di Krajevic.
Dicono di KAHUNA... in EasyReading
Una favola per bambini dal contenuto globale e con accluso un audiolibro.
La perfetta combinazione tra fantasia, avventura e mistero rende davvero originale il genere letterario proposto da Francesco Gallo... a alta leggibilità.
Dicono di LANGA VERDE BIANCA
"Le memorie del contadino operaio nato e cresciuto a Torresina, nella Langa più defilata ai riverberi del mito letterario, hanno i colori propri di ogni vita, ma più accentuati, più incandescenti, più profondi, in queste pagine all’apparenza fragili, il fascino delle memorie smarrite e ritrovate, il sapore agrodolce della vita quando scappa dai percorsi prestabiliti e bisogna cercarla, catturarla una seconda volta, restituirla al 'destino', (...) causa di sofferenza quando l’appartenenza ad un paese, sentito come ombelico del mondo intero, frana all’improvviso sotto i piedi, sfugge e viene inseguita per tutta a vita". (Donato Bosca)
Dicono di Lapo & Tito: una vacanza spudorata
Un libro spudoratamente ironico e divertente, dal titolo goliardico: "Un tesoro fra le gambe". Un'analisi del rapporto uomo-donna che attacca e demolisce i più paradossali stereotipi. Un libro che è piaciuto forse più alle donne che agli uomini.
Dicono di Laura Mancinelli: un omaggio alla grande scrittrice
Dedicato a Laura Mancinelli, con i complimenti e la gratitudine della Edizioni Angolo Manzoni
