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Rassegna stampa

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Dicono di Giulia Fiorn

Giulia Fiorn,"Lilli", straordinaria "pietra scartata" che diviene "testata d'angolo"...

GIULIA FIORN, Non importa se non hai trovato l’uva fragola: Mirella Appiotti, “LA STAMPA”, 9 maggio 1995 – Un «Calvino» al femminile. Anna Sartorio, “LA REPUBBLICA”, 9 maggio 1995 – Due donne al traguardo del premio Calvino. Marisa Bulgheroni, “L’INDICE”, settembre 1995 - Le due anime del Premio Calvino. Cinzia Scaffidi, “CAMPO ROSSO”, 4 ottobre 1996 – recensione. Alessandra Vindrola, “LA REPUBBLICA”, 18 ottobre 1996 – recensione. Mario Marchetti, “L’INDICE”, gennaio 1997 – La pietra scartata. Ketty Castro, “PIU’”, luglio 2000 – recensione. A. Sartorio, M. Appiotti, F. Biamonti, F. Ramondino, P. De Benedetti, G. Martini, “IL LUNARIO DELLE LANGHE, DEL MONFERRATO E DEL ROERO” n.452, 21 aprile 1997 – La speranza è un sogno fatto da svegli. Armando Brignolo, “LA STAMPA”, 11 febbraio 1998 – Quell’uva fragola ricorda Montechiaro. GIULIA FIORN, Elda la candida: Wolfgang Cecchin, “ANTEPRIMA”, 1 gennaio 1999 – I racconti astigiani di Giulia Fiorn. E IN SEGUITO:



Dicono di Giuseppe Fiorenza

“Ci sono 3 buone ragioni per leggere il nuovo romanzo di Giuseppe Fiorenza. La prima ragione è che racconta una storia d’amore. La seconda ragione è che racconta una storia d’amore in Calabria. In Calabria non si parla d’amore. Si parla di violenza, di criminalità, di ingiustizia, di miseria, di povertà ma non d’amore. La terza ragione è che racconta una storia d’amore in Calabria in un certo modo e con uno stile contaminato dal dialetto”. Francesco Sorgiovanni



Dicono di Jane R. Speiser

Jane R. Speiser, poliedrica artista: regista (film, cortometraggi di animazione e documentari), scrittrice, autrice di saggi e romanzi, pittrice, illustratrice di libri per ragazzi e libri satirici... Nel 1984 ha ricevuto un premio per la Satira Disegnata al Festival Internazionale dello Sport di Ancona, e nel 1994 il premio della critica al Festival Contro la Guerra di Krajevic.



Dicono di KAHUNA

Una favola per bambini dal contenuto globale e con accluso un audiolibro...

Alta leggibilità...





Dicono di LANGA VERDE BIANCA

"Le memorie del contadino operaio nato e cresciuto a Torresina, nella Langa più defilata ai riverberi del mito letterario, hanno i colori propri di ogni vita, ma più accentuati, più incandescenti, più profondi, in queste pagine all’apparenza fragili, il fascino delle memorie smarrite e ritrovate, il sapore agrodolce della vita quando scappa dai percorsi prestabiliti e bisogna cercarla, catturarla una seconda volta, restituirla al 'destino', (...) causa di sofferenza quando l’appartenenza ad un paese, sentito come ombelico del mondo intero, frana all’improvviso sotto i piedi, sfugge e viene inseguita per tutta a vita". (Donato Bosca)



Dicono di Lapo & Tito: una vacanza spudorata

Un libro spudoratamente ironico e divertente, dal titolo goliardico: "Un tesoro fra le gambe". Un'analisi del rapporto uomo-donna che attacca e demolisce i più paradossali stereotipi. Un libro che è piaciuto forse più alle donne che agli uomini.



Dicono di Laura Mancinelli: un omaggio alla grande scrittrice

Dedicato a Laura Mancinelli, con i complimenti e la gratitudine della Edizioni Angolo Manzoni



Dicono di LUNGA LANCIA FIGLIO DEL BISONTE

"Ho ricevuto il magnifico "Lunga Lancia figlio del Bisonte", ristampato in una splendida veste editoriale, arricchita dalla prefazione di Claudio Gorlier e dalla presentazione di Alfredo Luvino. Avevo perduto il libro, avuto in regalo da mio padre nel 1934, nella edizione di Cobb del 1930..."(Professor Valerio Micheli-Pellegrini)



Dicono di MA. LA SENSIBILITÀ ESTETICA GIAPPONESE

Nella raffinatissima collana riservata alla cultura nipponica, la filosofia non codificata del "MA".



Dicono di Marco D'Aponte: LE GRAPHIC NOVEL

Tratto rapido ma sicuro e narrativamente efficace... “La suggestione che soltanto un fumetto artistico può dare... un'atmosfera da sogno nella quale ci si ritrova leggendo...  Il disegno di D’Aponte è attento a una struttura del montaggio molto dinamica, riflesso di un interesse per il cinema. Ne risulta narrazione vivace e attraente, quasi un fresco restyling moderno del fumetto d’antan” (Gianni Brunoro).





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