Baci & bastonate: gli anni formidabili della contestazione visti e raccontati con dissacrante ironia da chi stava "a destra".
TRENTAGIORNI
del 01-02-2008
di g.m.
... vuole essere una godibile raccolta di piccole storie, in cui l'Autore tenta di alleggerire - pur nella consapevolezza di dei gravi fatti e dei crimini, alcuni ancora avvolti nel mistero, che funestarono i terribili "anni di piombo" in Italia - il clima in cuim si muovevano spesso in modo ingenuo e inconsapevole molti ragazzi di allora: ribelli o pasticcioni, ingenui o astuti...
Dov'è in tutto questo Augusto Grandi? Certo nella foga e nell'entusiasmo degli ardori giovanili, nella ricostruzione di un'epoca e di anni prevalentemente torinesi (ma non mancano le escursioni meneghine e capitoline, passando dai subalpini "svizzerini" ai "sanbabilini" e ai "pariolini" milanesi e romani)...
Con uno stile giornalistico sintetico e graffiante e ironico, Grandi ci lascia tante piccole vicende così diverse e così simili... Sullo sfondo ci sono però i morti, le stragi, l'Italicus, Brescia e Bologna e il tentativo di golpe. Fatti di cui Grandi e i suoi ragazzi di allora, oggi uomini, sono ben coscienti e su cui s'interrogano con la domanda di prassi. "Ne valeva la pena?" "Abbiamo sbagliato tutto?". Mancano risposte compiute e definitive. Di autobiografico, in realtà, il libro contiene più che altro il clima e Anche se - affermano - una cosa è certa: "Siamo diventati uomini anche attraverso quei percorsi".
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