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Giochi di potere e donne fatali nella Somalia del ’35


Libero

del 22-10-2009
di Simone Paliaga

Africa orientale italiana, 1935. Una cappa d’afa ghermisce Mogadiscio alle prese con i preparativi dell’invasione dell’Abissinia, lasciando dietro di sé una scia di sangue. A un anno dall’esordio avvenuto con Morire è un attimo, Giorgio Ballario torna in libreria con un secondo giallo sempre di ambientazione coloniale e richiama in servizio per l’occasione il maggiore Aldo Morosini con Una donna di troppo (Edizioni Angolo Manzoni, pp. 412, euro 16). Il libro sarà presentato oggi a Milano presso lo spazio Carrè in viale Papiniano 38 alle ore 19, dove con l’autore interverrà Gian Micalessin.
Le indagini questa volta costringeranno l’ufficiale dei carabinieri a lasciarsi alle spalle Massaua, con i suoi amici e i suoi ricordi. Solo una manciata di giorni ormai precede l’apertura delle ostilità contro l’Etiopia. I preparativi fervono in Somalia come in Eritrea. Ma sulla costa dell’Africa che si affaccia sull’Oceano Indiano il clima si fa elettrico. L’arrivo dei rinforzi dall’Italia gremisce gli acquartieramenti e le truppe cominciano ad avvicinarsi ai confini con l’Abissinia.
Il generale Rodolfo Graziani sta ultimando gli ultimi ritocchi all’impresa per sfondare dal fronte meridionale e puntare su Addis Abeba, quando una serie misteriosa di omicidi pare intralciare il delicato ingranaggio dell’organizzazione militare. Cosa lega tra loro un fante, un capo manipolo della Milizia, un ascaro libico e una suora che sulle prime nulla hanno in comune? Apparentemente sembrano una sequela di morti slegate tra loro che lasciano però al palo gli investigatori di stanza in Somalia, incapaci di risolvere il mistero. Lo stato d’animo dei soldati ne risente, acuendo l’incertezza della guerra alle porte. Così come vacilla la sicurezza di Graziani, da poco bersaglio di un attacco della stampa internazionale dietro cui si celano oscure manovre politiche nazionali.
La trama che si nasconde dietro questi assassini deve essere svelata al più presto, pena l’insuccesso delle operazioni militari. Azioni di sabotaggio perpetrate da sicari inviati dal Negus, sordidi giochi di potere orchestrati dall’Italia per ostacolare l’operato del generale più fedele a Mussolini o semplici crimini comuni? Le indagini in affanno costringeranno a Mogadiscio Aldo Morosini, il fidato maresciallo Barbagallo e lo scium-basci Tesfaghì, chiamati a districare ancora una volta un groviglio dietro al quale sembrano annidarsi losche manovre di palazzo, traffici sinistri, negromanti africani e forse Una donna di troppo.


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