...Marzio Bertotti è una figura strana e poliedrica
Hate.Tv 8
del 01-10-2009
di Antonio Garosi
Marzio Bertotti è una figura strana e poliedrica: decadi nel punk-hardcore, impegno professionale nel sociale, collaborazioni discografiche ed editoriali, libri. C'è qualcosa che non manca di fare a quest'uomo di quasi cinquant'anni che non sembra esaurire le energie? Si, un disco solista, quindi ecco saltar fuori con ‘IL FURORE DELLA VITA INSOLENTE’, un lavoro di undici tracce che più che un esordio sembra una conclusione, il raggiungimento di un lungo travaglio.
Se la formazione è stata prettamente hardcore (negli storici Declino e Indigesti), per esprimere tutto sé stesso ha deciso di adottare uno stile folk, con la particolarità di accostare la ferocia della voce atonale e sussurrata con la delicata ricerca melodica degli strumenti acustici, insieme a una ripetitività quasi soporifera dei segmenti musicali. Già dalle prime canzoni risaltano gli elementi musicali che danno forma al disco: le chitarre acustiche, le percussioni, ma su tutto la voce bassa e senza melodia di Mungo che ferisce a forza di accarezzare, Di volta in volta saltano fuori episodi inconsueti, l'amalgama eterogenea che ne fuoriesce è certamente un risultato interessante e originale. Di certo questo non è un disco pop o folk in senso stretto: come lo stesso Bertotti chiarisce nelle note di copertina, la sua musica è ancora hardcore; ovviamente ideologico ma comunque hardcore e quindi senza compromessi e senza mezze misure, da prendere come viene e trarne una grande lezione di vita.
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