Quando c’è Una donna di troppo: esce in libreria l’ultima avventura del maggiore Aldo Morosini
Ballario ripropone il suo personaggio in un giallo ambientato nelle colonie italiane durante il ventennio fascista
LINEA online
http://www.lineaquotidiano.net/node/9497del 26-01-2010
di Graziella Giangiulio
A volte a essere dei bravi investigatori può costare caro. E proprio quello che succede al maggiore dei Carabinieri di istanza in Eritrea, Aldo Morosini, che viene spedito in Somalia perché ci sono delle morti sospette. A Mogadiscio il Generale Graziani si prepara per sferrare l’attacco in Abissinia e sembra che alcune spie del Negus vogliano sabotare l’operazione. Una brutta storia.
A raccontrci l’avventura del maggiore Morosini, Giorgio Ballario, giornalista de la Stampa, che ritorna al pubblico con il romanzo: Una donna di troppo edito dalla casa editrice Angolo Manzoni.
Aldo Morosini parte consapevole che la patata non è bollente ma ustiona solo a guardarla da lontano: Roma vuole un colpevole, Graziani ha una fama non troppo chiara e i colleghi non ameranno un’intrusione da parte di uno collega dell’Arma nelle loro indagini.
Ma come dice il fido compagno di avventura il maresciallo Eusebio Barbagallo: «noi siamo usi a obbedir tacendo».
E così i due insieme allo scium-basci (sottufficiale dei carabinieri indigeno) Tesfaghì partono con il piroscafo Vulcania alla volta della Somalia. Ma prima un saluto agli amici, i soliti, quelli delle sere al ristorante da Mario. Quelli che vorrebbero andarsene dall’Africa ma che alla fine non partono mai. Ognuno per un motivo diverso, ma tutti accumunati da uno stesso destino: sentirsi a casa in Eritrea. Che ormai è il luogo dei sogni, delle speranze, del futuro, quello impensabile in patria.
Una volta arrivati l’accoglienza è fredda, gli umori sono pessimi. Mogadiscio è diversa da Massaua: «L’ufficiale in seconda guardò indifferente i nuvoloni grigi che si accavallavano sulla testa come una matassa di zucchero filato». Umido quasi soffocante. Mogadisco è una città bianca, per via dei suoi numerosi minareti, «le case a terrazza affacciate sulla spiaggia, la duna di Benàdir, il forte Cecchi e il faro».
Persone che vanno e vengono, ufficiali, commercianti, brusio e tanto malumore.
Barbagallo commenta: «Non mi sembra un luogo molto ospitale».
Anche il comitato di accoglienza non è dei migliori il capitano Marco La Rosa si presenta li accompagna e freddamente li abbandona a loro stessi.
Ma la giornata si preannuncia subito intricata, a chiamare Morisini all’appello tutti gli ufficilai in carica nella capitale della Somalia: Il Capitano Cusumano e il generale Garaziani. Quest’ultimo ha fretta di chiudere le indagini, a lui spetta anche il compito del difficile rapporto politico tra le colonie e la madre patria. Quindi bisogna trovare subito i colpevoli, in una settimana. Nonostante le chiacchiere sul Generale quest’ultimo appare un uomo autoritario, severo ma molto diretto, Morosini rimane colpito.Il Maggiore comunque potrà contare solo sull’aiuto dei suoi due compagni di viaggio e di un unico alleato Niccolai. Esperto del luogo, uomo di fiducia del Generale e ben inserito nel contesto. Tra le sue conoscenze anche uan giornalista americana, Helen McAllister una donna elegante, bella e impegnata.
Per un’avventura c’è sempre tempo, ma per l’amore no. Il Maggiore non riesce proprio a lasciarsi andare nemmeno alle lusinghe di una giovane donna, che sa di non poter amare. Accetta però di buon grado le lusinghe dell’americana. L’inchiesta singhiozza ma procede: diffidenze e orgoglio sviano dal raggiungimento della verità. Ma alla fine i colpevoli si trovano. Una storia di squallore, di miseria umana, di avidità si nasconde dietro gli omicidi in Somalia e a l’unico che perde sempre e l’amore che viene ingannato, deriso, usato. Anche Morosini imparerà qualcosa da questa brutta storia: la fiducia non si compra, non si regala, ma la si conquista a patto che tutti gli attori in causa siano leali...
Libri correlati:
Autori correlati:
Collane correlate:
