Marco Volpatto riesce a farci diventare donne e uomini di cinquant’anni fa...
PREFAZIONE
del 15-11-2009
di Aldo Corgiat Loia (Sindaco di Settimo Torinese)
Quello che avete tra le mani non è semplicemente un libro. E’ un quadro naif. E’ il primo romanzo ambientato a Settimo Torinese ed è raccontato da un immaginario airone cinerino. Scelta felice, poiché si tratta di un tipico volatile delle nostre campagne. Il divertente narratore nel suo volo osserva, misura, valuta le vicende di quell’Italia su cui ha fondato le proprie radici il Paese in cui oggi viviamo. La comunità settimese, e in particolare quella rurale, come Mezzi Po, rappresenta nell’affresco di Marco Volpatto l’essenza di tutte le nostre comunità nel periodo che va dalla fine del secondo conflitto mondiale al boom economico e al ’68: un continuo divenire di trasformazioni, esperienze e passaggi culturali che erano sì personali, familiari, territoriali, ma che investivano l’intera società, i paesi, le scuole, i luoghi di lavoro e coinvolgevano la politica, gli amministratori, gli uomini di chiesa. Tutti vengono trascinati in questo percorso che è realtà stabile e cammino allo stesso tempo, vita vissuta e sviluppo, contemporaneità e cambiamento.
L’amico Marco descrive una comunità che, nel cercare quel benessere mai prima conosciuto, nell’emanciparsi da visioni, tabù e conseguenti modi di vivere arcaici e superati, senza forse esserne del tutto consapevole gettò le fondamenta della società che sarebbe venuta e che ci ha accolti nelle sue braccia.
I vent’anni di ognuno di noi sono sempre i più belli della vita: rappresentano un periodo spensierato, colmo di speranze e progetti. La nostalgia degli anni ’50, però, non colpisce soltanto i ventenni di allora, ma ci accomuna tutti.
Perché quel mondo ci riempie il cuore? Non è soltanto rimpianto del passato. E’ sentimento: tutti vorremmo vivere almeno un giorno di quel tempo ed essere parte di quella storia, assorbirne, gustarne la semplicità delle relazioni, la profondità degli ideali, le vera, sentita lotta per una causa, quale che fosse, ma una causa.
Marco Volpatto riesce a farci diventare donne e uomini di cinquant’anni fa, conosce bene la terra in cui viviamo, ne ha studiato il passato, il percorso, le persone. Il suo libro evoca l’anima della nostra città, di tutte le nostre città, in particolare quelle di provincia, e lo fa con ironia e con passaggi che sfiorano la poesia. Alcune scene sono esilaranti, dipinti sinceri e divertenti di un microcosmo sociale che con un certo ingegno sapeva mettersi nei guai e uscirne con dignità, innamorarsi comunitariamente di una sola, bellissima ragazza o vedere in un gallo un nemico da abbattere a ogni costo e con qualsiasi mezzo. Istanti che sembrano veri e che richiamano romanticamente gli emblemi di un tempo, profumati di attuale freschezza.
Tutto raccontato da un airone in volo.
Fantasia? Forse, ma non solo.
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