CERCA

Come non ricordare il mondo “piccolo” di Guareschi, e il suo umorismo malinconico, fantasioso e rissoso?


NEWSLETTER

del 17-12-2009
di M. R.

Esce Sulla riva del fiume. Cronache delle genti di Po di Marco Volpatto , per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, che ormai da un anno edita i suoi volumi a grandi caratteri per il piacere di leggere senza fatica.
E per il piacere di leggere senza fatica Volpatto ci consegna il suo racconto intinto nella nostalgia, ambientato non nella “bassa” ma pur sempre sul Po (più o meno tra San Mauro e Settimo). Come non ricordare il mondo “piccolo” di Guareschi, e il suo umorismo malinconico, fantasioso e rissoso?
Il microcosmo di Mezzi Po è altrettanto rappresentativo della realtà rurale italiana, postbellica, sul finire dei Cinquanta, non molto distanti né nello spazio né nel tempo dal paese di Don Camillo e Peppone. Così scrive nella Prefazione al volume Giovanna Pentenero, Assessore all’Istruzione, della Regione Piemonte: “questo curioso e prezioso libro” ci restituisce “l’interezza e la complessità di un mondo contadino che non esiste più”, ma ancora vivo e presente se non altro nella memoria. “L’atmosfera e la poesia, i profumi e i sapori, l’asprezza e l’innocenza, l’ingenuità e la crudezza” di una realtà contadina a volte dura e drammatica.
E queste Cronache delle genti di Po (primo romanzo ambientato a Settimo Torinese!), secondo Aldo Corgiat Loia, che di Settimo Torinese è il Sindaco, sono in realtà un quadro naif, tracciato dal volo di un  airone cinerino: “Scelta felice, poiché si tratta di un tipico volatile delle nostre campagne”.
Sul finire degli anni Cinquanta, nel profondo nord, questo “mondo piccolo”,  come l’Italia intera, si dibatte tra un passato da dimenticare e un futuro ancora tutto da costruire, tra fabbrica e campagna, provincia e città, azione cattolica e partito, vecchie biciclette e automobili fiammanti. Gli scantinati sono colmi di barbera e residuati bellici, i giovani sentono arrivare i primi refoli dell’emancipazione, i musicisti fondono il jazz e il blues americani con le ballate dell’emigrazione e del lavoro.
“Il mondo sta cambiando per sempre ma pochi sembrano capirlo: forse solo qualcuno che lo guarda con distacco, dall’alto, in volo?”
Sorprendente che Marco Volpatto, il quale non ha vissuto quegli anni, li ricordi così bene! E li descriva tratteggiando figure che rimangono impresse nella memoria (mi verrebbe da dire: negli occhi, tanto più che il volume è concepito per essere letto, recitato e ascoltato ed è illustrato in bianco e nero,  ma con delicatezza e precisione naif, da Alessandro Umoret).
Il parroco e il suo gallo, i piccoli proprietari, il campione di bocce Aldo... Tutto un “mondo piccolo” in cui la visita dell’Arcivescovo, atteso per Ferragosto, rappresenta un evento, un dramma  che può trasformarsi in tragedia.
L’Autore utilizza con ironia anche il dialetto piemontese. Torinese, giornalista e scrittore,  Marco Volpatto insegna Sociologia presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Torino. Appassionato di musica popolare, gira l’Italia con i suoi spettacoli teatrali e musicali, accompagnato da MarasmaFolk e Folk Spadara.
Il “Mondo piccolo” di Marco Volpatto si legge a GRANDI CARATTERI, ma non c’è  contraddizione.


Libri correlati:

Autori correlati:

Collane correlate: