L'Italia coloniale di Ballario è finalista al Premio Acqui
LA STAMPA
del 15-07-2010
di Lodovico Poletto
Africa coloniale italiana. Anni ’30. Aldo Morosini, Maggiore dei Regi Carabinieri, uomo pacato e di letture colte, si trova coinvolto in una brutta storia di omicidi che rischiano di mettere in serie difficoltà il corpo di spedizione italiano che si sta preparando all’invasione dell’Abissinia. No, non è soltanto un banalissimo noir la seconda fatica letteraria del giornalista de La Stampa Giorgio Ballario. “Una donna di troppo” è una sorta di saggio storico mascherato da poliziesco. Una ricostruzione quasi perfetta dell’Italia di quegli anni, delle sue manie e delle sue mode. È l’Italia che “fumava Macedonia e beveva carcadè”, come ha scritto qualcuno. È l’Italia fascista che ancora sogna di diventare una grande potenza mondiale.
Ed è questa ricostruzione perfetta - anche nel modo di esprimersi dei personaggi - questo spaccato di un Paese raramente raccontato dagli scrittori, che ha valso a Ballario l’ingresso tra i 5 finalisti della 43esima edizione del Premio Acqui Storia per la sezione romanzo. A contendergli il più importante premio letterario nell’ambito della saggistica, divulgativa e romanzo storico, saranno Antonio Pennacchi, fresco vincitore dello Strega con «Canale Mussolini»; lo spagnolo Martinez de Pisòn («Il fascista»); Riccardo Nencini con «L'imperfetto assoluto» e Mario Farneti («Imperium Solis»). A fine settembre verrà reso noto il vincitore e il 23 ottobre si svolgerà la premiazione ad Acqui Terme.
Giunto alla sua seconda opera (dopo il debutto nel 2008 con “Morire è un attimo”), Giorgio Ballario, abile cronista di nera e giudiziaria, ha lanciato il genere del noir coloniale, ambientando i suoi romanzi nei possedimenti italiani in Africa degli Anni Trenta. Una cornice originale riconosciuta anche dalla motivazione della giuria del Premio.
Ballario con “Una donna di troppo” sta raccogliendo consensi a piene mani. Oltre alla finale del Premio Acqui, a fine giugno era stato invitato a Roma al “Trastevere Noir Festival”, rassegna per gli appassionati del settore che ha avuto tra gli ospiti giallisti illustri, come Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo, Margherita Oggero e Massimo Carlotto. E la prossima settimana, con altri autori piemontesi, sarà presente al Salone del Libro alla Fortezza di Fenestrelle per il dibattito “Salotto in giallo”. E non è finita lì. Il creatore del maggiore Morosini ha in calendario un tot di altre presentazioni, spesso accanto ai big della narrativa poliziesca made in Italy.
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