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Kahuna significa sciamano, una persona speciale che comunica con tutto il creato...

La piccola kahuna vive straordinarie e avvincenti avventure insieme all’inseparabile amico José, un impertinente opossum topo.

OPEN AR.S.

http://www.openars.it/?p=528

del 23-07-2010
di Fali

Il sottotitolo del romanzo è “Alla scoperta della Terra Cava e delle tavolette Rongo Rongo“.

Proprio questo riferimento mi permette di dire che il romanzo racchiude in sè, seppur strettamente correlate, due avventure, due episodi che vedono protagonista la bella kahuna Stella ed i suoi inseparabili amici.

Fantasy viene classificato questo libro ed il termine è sicuramente esplicativo di ciò che la nostra mente si appresta a fare leggendo: viaggiare con la fantasia, lasciar andare i sensi e scoprire immagini lontane, nel tempo e nello spazio. Senza preconcetti di alcun tipo, perchè questo romanzo è un regalo indiscutibile per un giovane lettore, ma anche un dono affascinante per chi ragazzino non lo è più da qualche anno! Tra queste pagine si dimentica l’età, l’adulto e il ragazzino si ritrovano entrambi amici della fantasia, che li accompagna per mano tra siti archeologici, civiltà scomparse, moderne metropoli ed antiche scritture.

 

La fantasia l’ha dovuta sicuramente avere la scrittrice tra le sue “armi” più preziose, ma è certamente il lettore a dover lasciar andare i sensi.

 

La penna di Francesca Gallo ha creato un’opera straordinaria, coinvolgente, addirittura verosimile. Tutta l’opera è basata su un solido lavoro di documentazione storica, artistica, geografica, archeologica. Indubbio che nell’era di Internet sia oltremodo facile reperire informazioni e “conoscere” luoghi lontani, dai nomi talvolta improbabili. Internet però non ti dona la maestria di saper fondere tutto ciò con un linguaggio semplice e immediato, con immagini suggestive e personaggi tanto moderni, quanto originali e, cosa fondamentale, senza cadere mai nell’ovvio.

Stella è kahuna, sciamana come sua madre, punto di congiunzione tra mondo terreno ed ultaterreno, cresciuta da Quanita, una mamma Orsa dagli occhiali, insieme a due “fratellini” Pepe e Athina; nonchè da due genitori umani, Andrés e Marie, psicologo infantile lui e archeologa dalle moderne teorie lei; e ancora dalla ritrovata nonna Caroline, affermata stilista. Stella è questo, così come è un’adolescente vitale e curiosa, affascinata dalla moda, dai giocattoli, dai vestiti e da tutto ciò che non può mancare nella vita di un adolescente: come è naturale che sia. Pensieri sublimi pervadono le nostre menti e le nostre vite, ma anche pensieri futili e civettuoli: è l’essere stesso dell’uomo!

L’amicizia e l’amore, due sentimenti inflazionati nelle milioni di pagine scritte nel mondo, ma che tra queste righe assumono nuova linfa e legano indissolubilmente il mondo umano con quello animale, il mondo sotterraneo con le creature in superficie.

Babu, il saggio giaguarundi e Josè, l’opossum topo che con Stella è protagonista di colloqui esilaranti e battute degne del miglior comico “umano”, sono due degli amici di Stella, che con lei condividono eventi straordinari, scoperte impensate e pensieri nascosti.

Ci sono poi gli amici umani di Stella, i giovani Nina, Alfonso e Alec, che condividono la sua spensieratezza di adolescente, ed il principe Maoi, il sovrano Ra Mu Rijan, il maestro Tse, fondamentali per aiutare Stella a comprendere quali poteri uno sciamano ha in dote, ma soprattutto come utilizzarli.

Il rispetto per la natura e per la vita, l’interesse per il passato da cui proveniamo, per la storia che è stata vissuta e scritta, sono alcuni degli insegnamenti che trasmettono le avventure di Stella.

Non manca la contrapposizione tra bene e male, tra personaggi positivi e figure oscure (quali sono l’assistente-traditore del re e l’archeologo imbroglione Yann), che creano il mix ideale per trasformare, ad un certo punto, il fantasy in un giallo internazionale.

La prima avventura della kahuna Stella è incentrata sulla scoperta non solo della Terra Cava, ma anche delle proprie origini e dei propri affetti; il secondo “episodio”, invece, ci fa viaggiare non solo sotto la crosta terrestre, tra caverne e gallerie ascensionali, ma tra tavolette scomparse, antiche scritture e cristalli di rocca, verso terre dal fascino inossidabile. Dal Venezuela al Messico, dal Libano a Parigi, dall’Egitto all’Isola di Pasqua, passando per New York, tra antichi palazzi e moderni edifici, tra piramidi e musei d’arte contemporanea, l’arte antica si fonda così con le opere di artisti della Pop Art, l’uomo vitruviano di Leonardo stringe la mano alla Notte stellata di Van Gogh, agli omini del genio di Keith Haring, ai neon futuristici di Tracey Emin, ai crop circles della contea del Wilshire in Inghilterra.

Sbagliate se pensate che non possano convivere nella stessa pagina citazioni fashion, strizzate d’occhio ad importanti case di moda, la splendida architettura delle statue Moai, con i loro segreti e la loro storia, e i dischi volanti azionati da energia vril!

Convivono splendidamente, note intonate di una stessa sinfonia, che suona originale nelle orecchie di coloro che attraverso queste pagine leggono la trama, osservano gli eventi ed in poche righe si lasciano trasportare oltreoceano, ritrovandosi tra antiche civiltà ormai scomparse.

Nessuna voce stona nel coro, perchè nulla è lasciato al caso: tutte le località esistono (nonostante i loro nomi, talvolta illeggibili, facciano pensare ad una creazione della fantasia); tutti i riferimenti, storici o artistici che siano, hanno riscontro nella realtà; i nomi di contorno di cui la scrittrice si serve per incastonare la trama (quali quello del direttore della Specola Vaticana, piuttosto che del pittore Marco Nereo Rotelli) sono reali ed esistenti, così come gli amici animali che accompagnano Stella nelle sue avventure. Le immagini che sono state raccolte nella galleria fotografica qui sotto ne sono la piacevole ed interessante testimonianza.

 

Non mancano altri spunti per parlare di Kahuna e, dunque, quale miglior occasione per continuare a farlo direttamente con la sua autrice?

Francesca Gallo ha accettato di essere ospite del nostro Caffè time e sarà per noi un onore averla in questo blog.

Il mio personaggio preferito? L’ho individuato in Jacques, genio e sregolatezza, che tra sbagli e manie lascia il suo segno indelebile nelle vicende del romanzo.

Non potremo non chiedere a Francesca quale personaggio di questo originale romanzo le è rimasto nel cuore!

 

La mia immagine preferita è, invece, quella che compare all’inizio della storia, in cui la piccola “orsa” Stella si avvicina alla conoscenza dei suoi genitori adottivi come fa uno qualsiasi dei nostri figli quando comincia a rapportarsi con il genere umano: quando l’istinto primordiale, l’istinto animale del cucciolo d’uomo lascia spazio all’imparare a “vivere” in comunità. Per questo motivo è stato emozionante ri-scoprire ciò che la mia cucciola faceva fino a pochi mesi fa: scoprirci e scoprire il mondo, dalle voci alle carezze, dai baci sulle manine al lavarsi i denti con quello strano “attrezzo”. Il mio cucciolo come quello cresciuto insieme a mamma orsa. Nulla cambia, tutto ci accomuna!

 

 

In apertura del romanzo un'orsa con gli occhiali… e continuiamo osservando una galleria di immagini da "Agharta" a "Opossum Topo"...

 

 

Un’immagine a parole: “Che meraviglia”, pensa quando, uscendo dall’acqua, vede la luna piena che si riflette sulla superficie scura dell’oceano attraverso le due grandi aperture nella roccia, simili a finestre.”

 

 

Dal romanzo: “…in realtà tutto è molto semplice: è solo la natura umana che complica le cose e rende difficile avvicinarsi alla realtà.”

 

“Il maestro apre la porta ma tocca all’allievo il compito di varcarla.”

 

“Ti sembrerà strano, ma l’energia che scorre nelle nostre vene è la stessa che che mantiene i pianeti nelle loro orbite.”


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