E l’appena più giovanotto maggiore Morosini di Ballario non lascerà mai (forse) quelle colonie italiane destinate a scomparire con la seconda guerra mondiale...
OPEN AR.S.
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del 23-07-2010
di Massimo Rondi per Fali
Da Fali: Abbiamo dato notizia qualche settimana fa dell’incontro “Salotto in giallo” che si sarebbe svolto al Forte di Fenestrelle il 22 luglio, in occasione dell’evento del Salone del libro “Le Fenestrelle”, in corso fino al 29 agosto 2010.
Nel rispetto dello spirito che anima Open AR. S. e che viene quotidianamente percepito dai nostri amici, persone speciali che ringrazio con affetto (scrittori, editori, lettori), pubblichiamo l’articolo di un amico :
Giovedì 22 luglio, alle ore 16.30, presso la Chiesa del Forte, Fenestrelle (Torino), in occasione della XVI edizione del Salone del Libro “Le Fenestrelle”, si è tenuto l’incontro Salotto in giallo, ripreso da Rete Canavese, che mi ha permesso di assistervi.
Metereologicamente parlando il salotto è stato grigio e piovoso, ma interessante come un salotto letterario con le bollicine (dorate, di champagne). A confronto diversi generi, autori ed editori, a sottolineare, secondo Leonardo Repetto di Rete Canavese, la ricchezza del genere (quand’anche non ritenuto sottogenere) narrativo che comunente definiamo, tout court, giallo. Le cui regole, secondo Enzo Bartolone, devono essere ancor più rigorose che per qualsiasi altra narrazione: con il coinvolgimento e nel rispetto del lettore che, fruitore attivo, deve possedere gli stessi elementi in possesso dello scrittore (il trascorrere del tempo, il ritmo, l’ambiente, i personaggi…). Non a caso, la “Signora in giallo sotto la Mole“, Gianna Baltaro non conosceva mai l’assassino, quando iniziava una storia, e veniva a conoscenza della sua identità insieme al commissario Martini.
Schierati nella Chiesa del Forte, il poliziesco con Mario T. Barbero e il fumetto di colore misterioso (dall’indagatore dell’incubo Dylan Dog, passando per il giustiziere Tex, agli inediti Demian e Cassidy) con Pasquale Ruju. Il noir con suicidi di Andrea Monticone e il “giallo gentile alla Baltaro” con Bartolone (assente quasi giustificato) & Messi. Il legal thriller di Roberto Capra e il mystery “alla Agatha Christie” di Rocco Ballacchino (calato con un certo realismo, anche linguistico, nel mondo della scuola). Per terminare col noir coloniale di Giorgio Ballario.
Giorgio Ballario è, non a caso, cronista di cronaca nera e giudiziaria per La Stampa. Con “Una donna di troppo. La seconda indagine del maggiore Aldo Morosini nell’Africa Italiana“, Edizioni Angolo Manzoni, 2009 – dopo “Morire è un attimo“ – è finalista alla 43esima edizione del Premio Acqui Storia, per la sezione romanzo storico: «L’Africa italiana degli Anni 30 ricostruita con i suoi sapori dolci e amari, nella seconda avventura del Maggiore dei Carabinieri Aldo Morosini. Dove la nostra storia recente, perfettamente ricostruita nelle sue tipicità locali, con le sue luci e le sue ombre si fonde ad una indagine dal retrogusto avventuroso ed esotico», le motivazioni della giuria.
Al lungo tavolo del Salotto in giallo si è chiacchierato dei personaggi che invecchiano di 1 anno ogni 4, come il Tex di Pasquale Ruju, maturando nel contempo. E di scrittori che non possono che essere eterni: Mario T. Barbero ricorda, infatti, con affetto la collega Gianna Baltaro e dà eternità alle proprie esperienze in “Artistica funeraria S.r.l.“ , poliziesco del commissario torinese Diego Vasari (Editore Pietro Pintore). L’ossimoro apparente del titolo è riecheggiato nella copertina, tutta nera, con una coloratissima vetrata di cappella al centro.
Nero, anzi, rigoroso noir, anche per la copertina, forata da minacciosi occhi chiari, de “Il boia di Torino”, ove il capitano dei carabinieri Gabriele Sodano compie suo malgrado un percorso nell’anima nera di Torino (Edizioni Il Punto-Piemonte in bancarella). Andrea Monticone, dopo “Il falsario di Porta Palazzo”, torna “sul luogo del delitto”, che per ogni scrittore è la scrivania o lo scrittoio del computer. Eh, mitica Lettera 22 della Baltaro!
Il commissario Martini, alla sua prima avventura dopo la scomparsa di Gianna (in tutto, la 19nnovesima) parrebbe aver vissuto più della propria creatrice ma, se “uno scrittore non è mai invano” (Piero Burzio), neanche se ne va, mai e completamente. Così Gianna Baltaro ha accompagnato Enzo Bartolone (editore di Gianna e scrittore) e Daniela Messi (scrittrice ed editor) in “Un marito per Jolanda. Il commissario Martini e il caso delle nozze osteggiate” (Edizioni Angolo Manzoni, 2009). Bartolone & Messi proseguono lo stile di scrittura inaugurato dall’amata giallista subalpina, grazie a «un libro di grande e immediata leggibilità, un atto di affetto, perché gli autori partono da un incipit di Gianna Baltaro, la giallista arsenico e vecchi merletti mancata quando già aveva in mente una storia che proseguisse la sua ricognizione nella Torino tra le due guerre condotta all’insegna della sua creatura più riuscita: il Commissario Martini … Da quell’incipit parte l’avventura che i due autori conducono con perizia e con franco rispetto del modello a cui hanno voluto restare fedeli. Prefazione di Giorgio Ballario» (Giovanni Tesio). Martini non varcherà mai quella felice e dorata età maschile tra i 40 e i 50 anni a cui l’ha consegnato la sua creatrice, collocandolo nella Torino tra le due guerre, precisamente i favolosi Trenta. E l’appena più giovanotto maggiore Morosini di Ballario non lascerà mai (forse) quelle colonie italiane che sono destinate a scomparire con la seconda guerra mondiale (Martini e Morosini si sono incontrati a Torino, forse lo faranno ancora, altrove). In caso contrario, i personaggi dovessero crescere o invecchiare, sia di conforto pensare che il commessario Maigret del prolifico Simenon va oltre l’età della pensione, e Poirot ben oltre la mezza età, in 50 anni di avventure. Per dirne un’altra: Agatha Christie, per essere autrice di Mystery, era poco preveggente: “Reggerà in cartellone un mese?” pare abbia chiesto alla prima di “Trappola per topi”, che tiene da quasi 60 anni a Londra.
Auguriamo uguale successo all’adattamento teatrale del romanzo di Rocco Ballacchino, messo in scena domenica 25 luglio al “Cafè des forcats”. Si tratta di una “Cena con Appello mortale”, riservata ai più coraggiosi, con l’assassino “imbucato” tra i commensali. Un enigma, un calcolo diabolico, un giallo edito da Il Punto-Piemonte in bancarella, che è anche organizzatore del Salone del Libro “Le Fenestrelle”.
Il legal thriller di Roberto Capra, “Sei zero nove bis” è una tesa storia processuale ambientata nella Torino olimpica (Comunicando Editore), genere raro tra i giallisti subalpini. Una storia che impone una riflessione sulla giustizia e contro il giustizialismo dei salotti mediatici: inevitabili per il giornalista Giorgio Ballario, a patto che i giornalisti abbiano codice etico e la memoria etica di Andrea Monticone.
Finale con temporale…quanto di meglio per un “salotto giallo” in una fortezza.
(Articolo di Massimo Rondi
che ringraziamo per la collaborazione con Open AR. S.)
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