Una storia di attese, ma soprattutto di grande forza
È un invito a far sì che ogni attesa venga ribaltata in una sana opportunità
IL PUNTO
del 25-01-2012
di Alfonsa Sabatino
Una storia di attese, ma soprattutto di grande forza. Una serie di eventi e disgrazie che sembrano rimettere nel giusto ordine di priorità i valori e i desideri della protagonista. Dalla passione per un uomo sfuggente alla vita in carcere; dalla malattia di un padre all’affido di una giovane bambina. Un romanzo che riesce a trasmettere l’angoscia di una donna appesa ai suoi sogni, che rischia di vivere nell’ombra delle scelte di altri,che alterna momenti di grande consapevolezza e lucidità a lunghi tempi di attese estenuanti.
D. Perché spesso è necessario perdere le cose belle per capirne la reale importanza?
“Eleonora, la protagonista, non sottovaluta le cose che ha e alle quali tiene molto,
ma da grande romantica cerca il completamento della vita in una relazione
amorosa, solo che inciampa nell’uomo sbagliato. Quando si ravvede, dopo lunghe attese, si accorge che quel percorso doloroso la fa approdare in altri luoghi dove potrà vivere esperienze che daranno un senso profondo alla sua esistenza. L’amore per quell’uomo passa sullo sfondo ed emergono personaggi di grande sensibilità e doti umane, che le fanno riconsiderare tutti gli scenari della vita per affrontarla con maggiore consapevolezza”.
D. Il suo romanzo sembra un invito, anche, a volersi più bene, per evitare di farsi soffocare da persone egoiste, dalla fame di potere o dal rincorrere relazioni
e progetti “velenosi”.
“È un invito a voler bene alla parte sana di noi, quella che esalta la vita e non quella che ci fa implodere nell’attesa estenuante e deleteria della persona sbagliata. Ma più in generale è un invito a dare un senso alle attese che nella vita sono comunque inevitabili. Pensiamo all’attesa nella malattia, di un lavoro, di sistemare pendenze con la giustizia. È un invito a dare un senso al tempo
perché non venga sprecato ma vissuto come una crescita interiore. Per questo nel libro si fa riferimento a chi soffre braccato dalla malattia, ma arriva poi a intravedere altre vie e cure che offrono speranze concrete, a chi si ingegna per sviluppare nuovi progetti, a chi vuol combattere il problema del sovraffollamento nelle carceri ipotizzando nuove soluzioni. È un invito a far sì che ogni attesa venga ribaltata in una sana opportunità”.
D. Il romanzo è ambientato a Torino ed è grande lo spazio dedicato
alla città. Che rapporto ha lei con Torino?
“Torino è la città nella quale sono nata e ho sempre vissuto. La amo a tal punto che non potrei immaginare di vivere lontano da qui. Sogno che divenga presto una meta turistica al pari di altre città italiane, perché penso ne abbia i requisiti e la piena attrattiva. Far sì che Torino diventi una meta per il turismo è compito, non solo dell’Amministrazione locale, ma anche di giornalisti e scrittori che possono accrescere l’interesse attorno alla prima capitale d’Italia, mettendo in luce le sua architettura straordinaria, la sua eleganza e unicità. E anche la sua capacità di essere accogliente e dinamica! Tanto per sfatare antichi pregiudizi”.
D. Rossana d’Ambrosio, architetta e giornalista, ha deciso che i proventi di questo libro saranno interamente devoluti per la diffusione dei trimestrali Vivacemente e VivacementeDue nelle scuole e per portare avanti le iniziative di sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile e la bioarchitettura. Ci può spiegare meglio questi progetti?
“Nel 2002 ho fondato la rivista ludico-didattica Vivacemente che viene distribuita dai Servizi Educativi nelle scuole dell’infanzia. Tre anni dopo è nata VivacementeDue per i bambini delle scuole primarie. Entrambe godono di un Patrocinio non oneroso. Ci sosteniamo solo con i proventi delle pubblicità. L’impegno è grande e le fatiche sono pesanti ma credo in questo progetto nel quale l’idea fondante è quella di avvicinare i bambini alla carta stampata, strumento legato allo studio, ma anche al divertimento e alla creatività. Da dieci anni i bambini di Torino (da qualche anno anche altre realtà come Ragusa, Genova, Monza, Zagarolo…) ricevono 4 volte l’anno queste pubblicazioni: è diventato un appuntamento importante. Nelle pagine, fra giochi rebus e filastrocche, ci sono rubriche di scienze e ambiente che portanoavanti iniziative di sensibilizzazione come quella dello sviluppo sostenibile e della bioarchitettura. I bambini di oggi saranno i progettisti di domani e ritengo fondamentale far sì che apprendano l’importanza di prendersi cura del pianeta come se fosse la loro casa, rispettando la biodiversità, sviluppando la cultura del riciclo e imparando a progettare facendo uso di risorse rinnovabili”.
E all’ “architettura” sembra dare particolare importanza anche la casa editrice Edizioni Angolo Manzoni, di Torino, che già nel 1997 ha lanciato la Prima Collana a Grandi Caratteri Corpo 16. Un buon equilibrio tra formato e grafica; un carattere di stampa superiore alla media; punteggiatura evidenziata grazie ad un allargamento calibrato dello spazio; ampia interlinea che separa chiaramente una riga dall’altra: tutto perché la lettura sia piacevole e senza fatica...
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