DISLESSIA ED ALTA LEGGIBILITA’
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del 12-02-2012
di Manuela Peroni Assandri
La Dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento,meglio conosciuto con l’acronimo di DSA,famiglia a cui appartengono anche Disortografia,Disgrazia e Discalculia.
La principale caratteristica della Dislessia è la difficoltà a leggere, ma va sottolineato che è un disturbo, come tutti i DSA che interessa un specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Come spiega bene l’AID, Associazione Italiana Dislessia , ‘il bambino non presenta né deficit di intelligenza, né problemi ambientali o psicologici, né deficit sensoriali o neurologici. Tale disturbo è determinato da un’alterazione neurobiologica che caratterizza i DSA,cioè la disfunzione di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole nel loro significato’.
Quante volte,specie in passato, nel mondo delle scuola ci sono capitati alunni che presentavano tali difficoltà, che dovendo leggere a voce alta, andavano in panico, tremavano o sudavano,si stancavano subito e non riuscivano a copiare le parole alla lavagna? E quante volte ci veniva da dire che Tizio non riusciva a scuola, perché non si impegnava o non aveva proprio voglia? Altrettante.
In Italia di Dislessia si è sempre parlato poco ed è ancora poco conosciuta,ma grazie a genitori, insegnanti ed associazioni che hanno chiesto e fornito aiuto,l’argomento è ora sempre più approfondito.
Sovente la Dislessia si presenta in comorbidità ,cioè in associazione con altri disturbi, quali la disortografia (nel 60% dei casi), la disgrazia ( difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura nel 43% dei casi),od ancora la discalculia (nel 44% dei casi) e talvolta anche con altre attività mentali. Ma va sottolineato che i bambini con DSA sono bambini intelligenti, vivaci ed il più delle volte, molto creativi.
L’inversione delle lettere e delle cifre che compongono i numeri,la sostituzione di lettere,la difficoltà nell’imparare le tabelline, la sequenza dei giorni della settimana o i mesi dell’anno, la confusione nei rapporti spazio-temporali, ma anche difficoltà ad esprimere a voce alta ciò che il bambino e la difficoltà in alcune abilità motorie, sono tutti segnali di una possibile Dislessia che la Scuola non può e non deve ignorare.Ciò anche per evitare che nel bambino sorgano problemi psicologici,quali la perdita di autostima e la demotivazione. La Dislessia si può già riconoscere al termine della Scuola dell’infanzia, ma sicuramente si delinea ancora meglio alla fine del primo anno di Scuola Primaria,con caratteristiche ben esplicite,dall’incapacità a produrre lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile, o per il mancato raggiungimento del controllo simbolico in lettura ed in scrittura.
La diagnosi viene stilata da un’èquipe multidisciplinare (Neuropsichiatria Infantile;Psicologo e Logopedista) alla fine della classe seconda di Scuola Primaria e vanno evitati assolutamente evitati frasi del genere “non impara perché non si impegna” poiché si arreca solo un gran danno picologico al piccolo discente.
Con la legge 170 dell’8 ottobre 2010 (Nuove norme in materia di DSA in ambito scolastico), finalmente anche in Italia anni di studi,di tavole rotonde e di creazione di software,è stato messo nero su bianco cosa la Scuola deve fare dinanzi ad un potenziale,prima, diagnosticato,poi, disturbo DSA. In particolare, l’articolo 5 di detta legge affronta l’argomento delle misure educative e didattiche di supporto,con provvedimenti dispensativi e compensativi,con l’impiego di flessibilità oraria e nel lavoro per consentire all’alunno dislessico di imparare.
Le procedure informatizzate sono quelle che nei trattamenti producono maggiori successi nel l’apprendimento della letto-scrittura del bambino; infatti l’uso di software specifici consente al dislessico di affrontare più serenamente le richieste della Scuola,divertendosi e colmando i deficit, spesso lavorando congiuntamente ai compagni di classe.
Inoltre esistono software che fungono da strumenti compensativi:l’editor di testi, tipologia di software che consente di scrivere dei testi e può essere affiancato all’uso del quaderno;la sintesi vocale, che trasforma in audio il testo;il traduttore automatico, per affrontare lo studio delle lingue straniere.
Se vogliamo parlare di leggibilità, la casa editrice torinese Angolo Manzoni, da parecchi anni si dedica a ciò,avendo da sempre a cuore un altro problema, quello della ipovisione,perché “leggere deve essere un diritto di tutti ed un piacere senza fatica”. Come editore nel1997 ha creato la collana CORPO 16 GRANDI CARATTTERI (per ipovedenti) e dal 2010 con il font EasyReading l’attenzione è stata posta anche ai Disturbi Specifici di Apprendimento. La collana narrativa JUNIOR D presenta volumi per bambini e ragazzi,in cui la leggibilità del carattere usato (appunto l’EasingReading) è rafforzata dalle illustrazioni a colori e dal file audio,con CD mp3 allegato.
Il Font EasyReading ha ricevuto dall’Associazione Italiana Dislessia parere positivo per le specifiche caratteristiche grafiche ed il consenso in numerosi convegni cui ha preso parte Angolo Manzoni. Nelle prove di lettura,tutti i ragazzi riescono a leggere più velocemente con il Font EasyReading,prediligendolo al Times New Roman.Questa ricerca è stata presentata al Congresso Airipa 2011 di Prato sui DSA.
La Scuola,in sinergia con la Famiglia, deve riconoscere la Dislessia ed indirizzare il proprio alunno/figlio da specialisti del settore. Fondamentale è parlarne in classe;l’insegnante non deve nascondere il problema ma condividerlo con gli alunni,indicando le diverse necessità dell’alunno dislessico ed il perché del diverso trattamento.Aiutare il bambino si può e si deve,perché non è mai esagerato ricordare che il bambino con DSA è un bambino normodotato e che geni della storia sono stati dislessici: Leonardo da Vinci, Einstein, Walt Disney possono bastare come esempi chiarificatori?
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