Babele infinita
Il difficile dialogo con le culture dell’antica Mesopotamia e dell’attuale Iraq, nuovamente colpito dalla guerra
COMUNICATO STAMPA
del 29-03-2003
di Fondazione Italiana per la Fotografia
A conclusione della mostra I DANNATI. Iraq, la guerra silenziosa del fotografo spagnolo Pablo Balbontín Arenas (prorogata fino al 3 aprile), sabato 29 marzo alle ore 16 presso "la fabbrica" a Losone (via Locarno 43a, Canton Ticino, Svizzera), ha luogo un pubblico dibattito dal titolo Babele infinita. Sollecitati anche dalla guerra in corso, viene affrontato il tema del dialogo difficile con le culture dell’antica Mesopotamia e dell’attuale Iraq. Ma come il dialogo sia possibile è dimostrato dall'incontro stesso, a cui partecipano personaggi di culture, lingue, nazionalità e religioni diverse: Riccardo Lisi, coordinatore culturale de "la fabbrica"; il fotografo Pablo Balbontín Arenas; Gianluigi Bellei, che presenta il manifesto degli Artisti per la Pace; l’artista mesopotamico Al Fadhil; il fotografo e giornalista Antonio Ria, curatore della mostra e del PhotoAtelier de "la fabbrica"; l’economista e storica orientale Farian Sabahi, collaboratrice dell’Istituto di Studi Mediterranei (Lugano) e dell’Università di Ginevra; il teologo Carlo Silini, giornalista del "Corriere del Ticino"; il sociologo Paolo Sorbi, collaboratore del quotidiano "Avvenire" per le tematiche mediorientali. La terribile guerra in corso spinge a riflettere sulla storia, la politica, l’economia, la cultura dell’Iraq, l’antica Mesopotamia, terra di importanti civiltà, devastata fin dall’antichità da frequenti guerre e lotte per il potere. Le fotografie di Balbontín Arenas, scattate negli ultimi anni in Iraq, sono d’altra parte di grande attualità: ci mostrano la vita reale di questo Paese devastato dalla guerra del 1991 e da anni di embargo, con il popolo iracheno vittima di una interminabile "guerra silenziosa". Il racconto fotografico di Pablo Balbontín attraversa le grandi questioni del paese: la sanità, il lavoro minorile, la scolarizzazione e – attorno a queste – le donne, la religione, la vita quotidiana… Una difficile condizione che colpisce gli strati più deboli, nella violazione dei fondamentali diritti umani. Testimonianza oggi ancor più attuale, di fronte alla drammatica situazione che questo popolo sta vivendo nella tragica guerra di questi giorni.
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