Sei occhi scrutano una città.
In «I torinesi tra secondo e terzo millennio» un gruppo di fotografi ne compone un ritratto
TORINOSETTE
del 03-06-2027
di Alessandro Rosa
Sei modi diversi di guardare la città. Testimonianze di una Torino che si muove,«ca bôgia», ad onta della sua nomea. Mal interpretata, perché intesa come ottusa conservazione, invece che granitica fedeltà agli impegni presi. I sei occhi diversi appartengono ad altrettanti fotografi (Valerio Bianco, Franco Bussolino, Marco Corongi, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi, Pier Paolo Viola) le cui istantanee compongono il corpo centrale de «I torinesi tra secondo e terzo millennio», che offre in appoggio i testi di Denis Curti, Gianni Farinetti, Bruno Gambarotta , Gian Paolo Ormezzano Younis Tawfik, Dario Voltolini (tutti anche in versione inglese e francese). Primo nato della collana Obiettivo, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Italiana per la Fotografia.
Un volume di moderna eleganza, di fotografie rigorosamente in bianco e nero che giocano a coniugare le relazioni tra arte e cronaca. Inseguendo i numerosi esempi della storia della fotografia. Diviso in cinque capitoli, che sono altrettanti temi su cui i fotografi offrono la loro sensibilità: «Padri e figli», «Luoghi», «Una grande città sportiva», «Una città da vivere», «I nuovi torinesi».
Sono qualche decina di pezzetti di una Torino che cambia, di una Torino che scompare, di una Torino che resta, di nuovi soggetti che a Torino arrivano. Tanti angoli di Torino: d’arte, d’industria, di fede, di ozio e di movimento, di divertimento e di lavoro. La vita, in sostanza, di una città, vista dal basso. Ma in definitiva si trova ciò che si cerca, e il volume raccoglie immagini di cronaca – con risultati artistici, anche con leggere ironie – dove si fanno emergere i cambiamenti cui Torino assiste, mentre resta in un cantuccio ciò che Torino vuole mantenere cambiando.
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