L’orgoglio scabro del minatore
Presentazione
del 06-05-2003
di Guido Davico Bonino
...Questo piccolo, mirabile libro, che aduna contributi a vario titolo narratori di cinque scrittori della generazione cosiddetta “di mezzo” – Arpaia, Carlotto, De Luca, Pariani, Romagnoli – mi ha restituito il senso “antico” di questa umanità, terricola e ctonia: la sua appartenenza ad un universo d’una atemporalità immemoriale e d’una spazialità ipogea. Mi sono ricordato, di colpo, di un libro letto, tra stupore e timore, a sedici anni, "La vita delle termiti" (1927) di Maurice Maeterlinck. Ma là il grande drammaturgo simbolista, e divulgatore popolare di successo, tendeva ad avvicinare, per brusche analogie, le formiche e gli uomini, al fine di esaltarne l’operosità e la dedizione, non dissimile da quella dei minuscoli animali. Questi racconti, invece, hanno il potere di circoscrivere l’esperienza del minatore in se stessa, non badano ad esaltarne l’eccellenza in base a quella degli altri uomini “normali”: ma ne sottolineano, semmai, implicitamente, la tutta autoctona singolarità, e l’orgoglio scabro, severo d’appartenenza alla medesima.
Autori correlati:
Collane correlate:
