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Un piccolo gioiello di cura attenta e qualità eccellente.

Un bel caratteresi fa leggere meglio!

TALENTO

del 08-01-2003
di Sergio Albesano

La vista che si abbassa, per colpa dell’età o di malattie, e la prima rinuncia spesso è la lettura. Così a poco a poco si chiude la possibilità di estraniarsi dai propri dolori per vivere, anche solo per qualche istante, la vita degli altri.

Un’alternativa però esiste. La casa editrice torinese Edizioni Angolo Manzoni ha pensato e stampato volumi proprio per chi ci vede poco, per chi fa fatica a lasciar scorrere gli occhi su carta troppo lucida e per chi, dopo poche righe, già combatte con bruciori e appannamenti. La collana CORPO 16 è in questo caso un salvagente lanciato agli anziani e agli ipovedenti che non vogliono rinunciare al piacere di navigare nel mare della fantasia letteraria. Si tratta di testi scritti in carattere grosso, appunto in corpo 16, con un’ampia interlinea per separare chiaramente le righe una dall’altra, la carta in colore avorio per evitare fastidiosi riflessi, oltre a tanti altri piccoli accorgimenti, quali i margini, la qualità della carta, la legatura in brossura e la copertina solida ma non cartonata. Insomma, un piccolo gioiello di cura attenta e qualità eccellente…

“La lettura è un piacere e un diritto”, spiegano alla casa editrice, “e così abbiamo cercato di far sì che fosse tale anche per chi ha problemi di vista”… il loro lavoro è ricompensato dalle lettere di ringraziamento che ricevono da tutta Italia, da parte di persone anziane e ipovedenti, le quali affermano che, grazie a questa collana, hanno potuto ritrovare la gioia della lettura.

…alcune insegnanti di una scuola di Monza… grazie a CORPO 16 riescono a far leggere i ragazzini extracomunitari che imparano l’italiano. Essi faticano sui libri con i caratteri piccoli e d’altronde si sentirebbero avviliti nel leggere i libri per bambini piccoli… si tratta di un impiego di questa iniziativa del tutto imprevisto, che dimostra come il bene riesca ad andare molto al di là dell’ambito nel quale noi pensiamo di diffonderlo.


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