Gli uomini e la terra: I custodi della biodiversità
AIRONE
del 09-01-2003
di Elisabetta Planca
Sono gli agricoltori del Sud del mondo: un esercito anonimo e dimenticato di uomini e donne che nei loro campi coltivano il futuro alimentare dell'umanità.
Coltivano tutto a mano: da loro la meccanizzazione dell'agricoltura non è mai arrivata. non hanno concimi chimici: dalla terra ottengono solo ciò che essa può nutrire. E l'unica acqua è quella che cade dal cielo. I contadini del Sud del mondo - un esercito di milioni di uomini e donne ... - vivono in una dimensione che l'Occidente ha superato da almeno mezzo secolo... Quello che nessuno ci dice è che senza questo esercito anonimo di contadini la moderna agricoltura sarebbe finita da un pezzo.
Anche in agricoltura, come in natura, l'uniformità è morte... La biodiversità agricola ha un vantaggio rispetto alla biodiversità naturale: è facile tradurne l'importanza in moneta contante. Negli anni sessanta i ricercatori statunitensi individuarono in Etiopia, tra le migliaia di varietà di orzo coltivate da secoli, una resistente a una patologia tipica del cereale... La usarono... Inutile dire che i contadini etiopi in cambio non ebbero nulla: per l'industria quei benefattori consapevoli non avevano né nome né volto. Oggi, infine, ne hanno uno. Glielo ha dato Pablo Balbotín... Il progetto "I custodi della biodiversità" è nato alla fine del 2001... Pablo ha finito il lavoro nel novembre 2002, lo stesso mese in cui la FAO votava il trattato sulle risorse fitogenetiche per l'agricoltura e l'alimentazione...
IL REPORTAGE:
Il pane sottoterra: sulle montagne del Perù, culla della patata, più di 4.000 varietà negli orti delle Ande.
Il paese del grano: sugli altipiani dell'Etiopia, serbatoio di diversità per il frumento duro (e non solo).
Uomini e pannocchie: nel Messico che addomesticò il mais, varietà a centinaia e un futuro incerto.
I mille volti del riso: nelle Filippine, l'inestimabile campionario del cereale che alimenta metà del pianeta.
..."I custodi della biodiversità" si possono incontrare alla 10° Biennale Internazionale di Fotografia di Torino. Il reportage di Pablo Balbotín Arenas è infatti il piatto forte della sezione I paesaggi della biodiversità. Nell'occasione esce anche il catalogo della mostra.
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