Qualità di vita dopo la Riabilitazione Visiva
IPOVISIONE
del 11-01-2003
di Nicola Pescolindo, Università degli Studi di Roma La Sapienza
«Nell'era della comunicazione multimediale, di Internet, degli scanner, dei decoder, noi fisiatri dobbiamo tornare ad occuparci con nostalgia dell'arte di Gutemberg e di Bodoni. La fruizione della pagina scritta resta infatti per noi ancora oggi e sempre più uno strumento fondamentale di rieducazione e riabilitazione…Dobbiamo infatti prendere in attenta considerazione il mondo dell'ipovisione… mentre esiste una particolare sensibilità ed attenzione ed una serie di provvedimenti ed ausili per il modo dei ciechi, il mondo degli ipovedenti è ignorato, provocando così di fatto un aggravamento di una menomazione perfettamente controllabile…
Proprio a queste persone è invece necessario indirizzare non solo stimoli corretti ed adeguati rispetto alle loro capacità percettive, ma particolarmente accurati proprio in relazione al loro deficit, in quanto nell'ipovedente la decodificazione delle informazioni resta fortemente ancorata alle deboli afferenze visive, ma soprattutto ad integrazioni cerebrali fra immagini memorizzate e comparazioni analogiche. E' il mancato rinforzo attraverso questi stimoli che fa dell'ipovedente gradualmente ed inesorabilmente un cieco di fatto, ma non riconosciuto e rifiutato come tale dalla società…
Se poi vogliamo, con un ulteriore passo avanti entrare a considerare anche il nostro contesto strettamente riabilitativo, il discorso delle barriere di lettura diventa ancora più determinante. La rieducazione è un metodo di apprendimento in condizioni patologiche : tutti noi ben sappiamo quanto la pagina scritta sia legata all'apprendimento, alle capacità cognitive di ogni persona. Si può infatti affermare che quasi ogni aspetto del nostro lavoro di riabilitatori, nel rapporto con i pazienti è legato alla pagina scritta: il rinforzo rievocativo per il mantenimento in attività dei risultati raggiunti, anche a domicilio del paziente, è sempre legato ad un opuscolo, una lettera, un quinterno, un volumetto, a seconda del tipo di complessità della disabilità trattata…in ogni metodo rieducativo vero e proprio, il libro acquista una rilevanza fondamentale come supporto proprio per il reintegro vero e proprio, a tutti gli effetti, alla partecipazione sociale».
Prof. Maurizio Bellucci Sessa
INFATTI LEGGIAMO SU “IPOVISIONE”: Qualità di vita: una frase che compare sempre più spesso nella vita di tutti i giorni, è un’espressione che sta diventando sempre più significativa per molte persone ovunque.
Una situazione patologica correlata alla salute che può, a volte, limitare significativamente la nostra qualità di vita è l’ipovisione.
Possiamo ampiamente definire l’ipovisione come un danno visivo non correggibile per mezzo dei classici occhiali da vista o lenti a contatto, e come una situazione che interferisce con le nostre capacità di adempiere alle nostre attività quotidiane…
Come conseguenza molte persone ipovedenti si allontanano dai propri interessi sociali… Le persone con danni visivi sono spesso frustrate e piene di insicurezza…l’impatto dell’ipovisione sulla qualità di vita può essere davvero devastante.
Che cosa si può fare quindi per aiutare questi pazienti ipovedenti?
…tecnologie innovative… validi e reali strumenti di accertamento…
In conclusione, visto il drastico incremento del numero di soggetti ipovedenti, è facilmente comprensibile l’importanza che vanno assumendo gli interventi terapeutici di riabilitazione visiva…
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