CERCA

Una mostra itinerante che scuole, associazioni, enti possono richiedere...


ECO

del 01-01-2004
di Bianca La Placa

«Le bellissime foto che Pablo Balbontín Arenas presenta in questo libro illustrano meglio di un’enciclopedia zeppa di parole la diversità genetica, la vita e i costumi degli agricoltori che la sviluppano, la custodiscono e la usano in sistemi agricoli tradizionali, attraverso tecniche locali e conoscenze secolari» così José Esquina-Alcázar, segretario della Commissione sulle Risorse Genetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura della Fao e presidente del sottocomitato di etica per l’agricoltura e l’alimentazione della Fao presenta il libro I custodi della bidiversità.

Si calcola che durante i 10.000 anni di agricoltura siano state utilizzate sette o ottomila specie diverse, mentre oggi se ne coltivano solo centocinquanta e quattro di queste (frumento, mais, riso, patata) contribuiscono con più del 50% all’alimentazione calorica di tutta l’umanità. La diversità genetica, la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse hanno forti implicazioni di carattere socioeconomico, culturale ed etico. Pensiamo solo ai due milioni di morti in Irlanda tra il 1840 e il 1850, conseguenza di una malattia della patata. O il mais americano, quasi distrutto da un altro parassita nel Ventesimo secolo. Entrambi i casi sono stati risolti differenziando la varietà genetica delle piante prodotte. E le varietà genetiche introdotte erano frutto del lavoro di agricoltori tradizionali, veri guardiani della biodiversità.

Ecco allora il mais, nato dal mito e donato all’uomo dalle divinità; la patata, la cui coltivazione si è diffusa su tutta la terra; il riso, …che dà sostentamento a metà della popolazione mondiale e il grano, la cui varietà etiope ha salvato il grano degli Stati Uniti, facendo anche risparmiare 160 milioni di dollari in fitofarmaci…

“I custodi della biodiversità” è anche una mostra itinerante che scuole, associazioni, enti possono richiedere all’editore…


Autori correlati:

Collane correlate: