Gianna Baltaro: una signora in giallo
CORRIERE DELL'ARTE
del 01-10-2004
di Angelo Caroli
Una delle nostre signore in giallo va al contrattacco. Per una Alex Kava, americana del Nebraska, che invade l’Europa… ecco una scrittrice torinese che replica con « I problemi della signora Pich». In prima linea sempre il commissario Martini, prodotto della sonnolenta Questura degli Anni ’30, indagatore educato, farcito di perbenismi, dunque subalpino doc che conduce le indagini in modo soft.
L’incipit apre uno scenario noir. Qualcuno si avvicina a una scrivania, guarda il direttore della Fondazione che si occupa del recupero di ex carcerate e con delicatezza gli solleva il capo. È morto. Nessuna traccia, nessuna orma… In gioco entra anche Ferrando, capo della squadra Mobile. Il presidente della fondazione, Elisabetta Pich, è in crisi profonda…Tante sorprese sgradevoli sono per lei in agguato …
Gianna Baltaro scompone il puzzle e deposita sul tavolo tanti pezzi… Il tutto si dipana con discrezione tra via Barbaroux e la Cittadella, tra corso Siccardi e via Corte d’Appello. È la Torino che ha stile ma che mostra toni crepuscolari in un inverno che sa di castagne calde e nostalgie e con il profumo di osterie frequentate da manigoldi armati di coltello. Un’epoca in cui i maschi fumano “Popolari” e “Maresca” e le donne esibiscono fra le labbra lunghissimi bocchini. Martini e Ferrando rimettono i pezzi al loro posto, in un’atmosfera che sembra ricoperta da un sottile strato di polvere. Il tutto ravvolto dunque nella nostalgia di una torinesità perduta.
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