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Il sogno rivelatore


OXUMARE'

del 09-07-2004

Estratto da Racconti erotici degli Indiani Canadesi, di Herbert T. Schwarz, basati sui racconti da quest’ultimo raccolti durante la sua esperienza nei diversi villaggi indiani di varie parti del Canada. "Il sogno rivelatore" è stato raccolto nel 1966, al lago Nipigon.

IL SOGNO RIVELATORE, Di Herbert T. Schwarz:Quando occhio solitario ebbe concluso il suo racconto sulla malvagia sciamana che aveva avuto quanto si meritava, gli altri uomini fecero un cenno di approvazione col capo. Erano molto fieri dei loro organi e del potere che era stato dato loro dalla Provvidenza divina. Perciò furono sorpresi quando si sentì una voce di disaccordo provenire dl fondo. Era Nuvola Nera. “Occhio Solitario, saggio uomo del nostro popolo, rispetto la tua opinione. Quanto dici è vero, il pene è davvero la forza dell’uomo, ma a dire il vero, se ci si pensa bene la sua forza esigua e non dura a lungo quando viene inghiottito da una donna. Presto si esaurisce. Il pene è davvero uno sfrontato bugiardo che, gonfio d’orgoglio, si pavoneggia minaccioso, ma preso scopre, con suo grande dispiacere, che i genitali di una donna sono come un vaso senza fondo che può essere riempito solo per breve tempo e che rimane spesso vuoto. E’ come una densa foresta in cui si possono lanciare molte frecce: le frecce si perdono nel sottobosco ma la foresta rimane tale. Non mi credete? Vi vedo perplessi e dubbiosi. Fratelli, possa lo spirito della capanna sacra rendervi saggi. Vi racconterò la storia di mio nonno, Freccia Corta, così come mi fu raccontata molto tempo fa. Ascoltate quanto ho da dirvi. Fu durante il mese delle bacche che Freccia Corta fece un sogno. Nel sogno vide un’avvenente ragazza, seduta accanto a una roccia, che fissava attentamente un ruscello impetuoso. Freccia Corta scrutava la bella ragazza finché questa se ne accorse, sollevò il capo e lo fissò dritto negli occhi. Freccia Corta fu preso da un grande desiderio e il suo cuore cominciò a battere selvaggiamente quando avanzò verso la ragazza. La ragazza lo raggiunse, lo coccolò e l’accarezzò finché il suo pene divenne grande e si gonfiò. Stava per fare all’amore con lei, quando improvvisamente si sentì lo scroscio di un tuono ed entrambi trasalirono per la sorpresa. In lontananza si sentiva il rullio continuo di un tamburo. All’improvviso Freccia Corta e la ragazza furono circondati da una dozzina di giovani guerrieri che prontamente si spogliarono e avanzarono verso la ragazza. Confusa per l’inattesa intrusione, la ragazza smise di accarezzare Freccia Corta e si mire a osservare i guerrieri che la circondavano. Si allontanò da Freccia Corta e raggiunse il guerriero che si trovava più vicino a lei. Accarezzò i suoi genitali e presto si eccitò ma, non appena questi fu pronto, la ragazza sgusciò via da lui e cominciò ad accarezzare un altro guerriero. L’uomo si eccitò, ma essa stava già accarezzando i genitali di un terzo guerriero. In breve tutti i guerrieri si eccitarono e si avvicinarono al punto da sfiorare la ragazza coi loro organi. Essa non riusciva quasi a muoversi; il suo desiderio era evidente; la sua mano passava da un guerriero all’altro: li accarezzava, giocava coi loro genitali e poi se ne allontanava indecisa. All’improvviso la sua esitazione svanì, afferrò saldamente Freccia Corta e lo costrinse al suolo. Poi il suono del tamburo cessò e i giovani guerrieri scomparvero. Immediatamente Freccia Corta, eccitato all’estremo, scoprì la ragazza e si unì a lei. Dopo un po’ Freccia Corta si svegliò, ma il ricordo della bella ragazza del sogno non lo abbandonava. Pensava a lei così spesso che essa divenne quasi reale nella sua mente. Parecchi mesi dopo, Freccia Corta si mise in viaggio e giunse in uno strano paese lontano da casa. Camminando lungo uno stretto sentiero nella foresta arrivò infine a una radura in cui si innalzavano diverse capanne accanto a un fiumiciattolo. Entrò nell’insediamento e fu presto circondato da gente curiosa. Mentre si avvicinava alla capanna più vicina al fiume riconobbe la roccia presso la quale aveva visto la ragazza in sogno, si avvicinò e il suo cuore sussultò di gioia quando vide la ragazza seduta accanto alla roccia. Essa lo accolse sorridendo e subito lo invitò a entrare nella sua capanna. Freccia Corta fu di nuovo ardente di desiderio per la ragazza, che sembrò aver compreso anticipatamente le sue intenzioni. In breve si spogliarono. Freccia Corta conosceva già i movimenti e i particolari più intimi della ragazza, la quale pareva intraprendente e a proprio agio nei suoi confronti: lo coccolò e lo accarezzò finché egli, pieno di desiderio, l’afferrò e la penetrò. Poco dopo, mentre riposava accanto a lei, riflettendo sulle premure della ragazza, le chiese: “Perché ti comporti come se mi conoscessi da tanto tempo, mentre sono uno sconosciuto?” La ragazza rispose: “ Parecchi mesi fa, durante il mese delle bacche, andai alla grande roccia accanto al fiume a pregare e a meditare. Per parecchi giorni non toccai cibo né acqua, sperando di avere una visione miracolosa che mi guidasse e purificasse la mia anima. Vidi allora una grande sacca che galleggiava nel fiume. Ne fui felice, poiché ero sicura che fosse una sacca di rimedi miracolosi inviatami in sogno dal mio spirito protettore. Subito l’afferrai e l’aprii. Grande fu la mia sorpresa quando scoprii che era piena di genitali maschili. Li tirai fuori dalla sacca e li sparsi sull’erba circostante. Dovevano essere almeno una dozzina, di tutele forme e misure. Erano così deliziosi, che li accarezzai uno dopo l’altro e, ogni volta che ne toccavo uno, questo si animava e diventava grande e gonfio. Erano così invitanti che li desideravo tutti. Accaldata e irrequieta, alla fine non riuscii più a trattenermi, presi quello più vicino a me ed ebbi un rapporto con lui. Non avrei mai pensato di sperimentare un potere così miracoloso dentro di me! Tuttavia il pene presto si stancò e, con mio grande sgomento, perse le sue facoltà prodigiose. Ne afferrai un altro, che era davvero grosso e, quando lo accarezzai, divenne anch’esso gonfio e rigido ed eiaculò immediatamente il suo portentoso liquido in me, eccitandomi. Dopo un p anch’esso si afflosciò e ne fui delusa. Ma ce n’erano altri, così trascorsi molto piacevolmente l’intera giornata. Andai da un pene all’altro, li vezzeggiai e li accarezzai tutti e ne godetti pienamente. Per via di quel piacevole esercizio ero indolenzita e stanca, ma mai avevo provato prima un tale piacere. Il ritrovato miracoloso del sogno era di certo portentoso: mi rinvigoriva e alleggeriva la mia anima. Verso sera mi avvicinai all’unico organo maschile con cui non avevo ancora avuto un rapporto, mentre tutti gli altri giacevano al suolo senza forze: non era particolarmente grande, ma neppure piccolo, era di media grandezza e quando lo toccai con le dita divenne alquanto vivace e mi penetrò. Mentre sperimentavo i suoi poteri, mi auguravo di poterlo tenere con me per sempre. Poi mi svegliai. E così mi fu rivelato anticipatamente in sogno che saresti venuto qui e che avresti fatto all’amore con me. Ti ho riconosciuto immediatamente e il tuo pene non mi è per niente sconosciuto. Voglio tenerlo per sempre con me.” Quando la ragazza ebbe finito di parlare, Freccia Corta rimase perplesso. Era vero che l’aveva riconosciuta immediatamente come la ragazza del sogno e che aveva avuto un rapporto con lei durante la visione. Inoltre nel sogno era stato l’unico cui essa si fosse concessa. Ciò apparentemente non coincideva. Tuttavia essa l’aveva scelto fra tutti gli altri. I suoi dubbi svanirono quando sentì di nuovo le sue dolci mani vezzeggiarlo e accarezzarlo nella maniera che preferiva. Quando i loro corpi si unirono smise di pensare ai suoi sogni. Il giorno seguente partirono insieme per il suo paese. Freccia Corta era alquanto felice con quella bella ragazza divenuta sua moglie. Rimasero nella capanna per molte settimane. Freccia Corta non si preoccupò più delle trappole disseminate nel suo territorio di caccia e si appartò dagli amici per trascorrere con lei giorno e notte. La dispensa si vuotò ed egli divenne impotente. Un’alimentazione a base di bacche non era sufficiente a riaccendere il desiderio. Quand’era accanto alla giovane moglie ignuda desiderava solo dormire. Nonostante tutto l’amore che lei gli mostrava con gesti e carezze, egli rimaneva impotente. “Come mai”, disse ella con rancore, “sei sempre così piccolo e stanco e hai perso le tue facoltà portentose, mentre nei nostri sogni mi trattavi così bene?” Invano cercava di procurarle piacere, ma senza più frecce nel carniere si rigirava e si addormentava subito. Il mattino si alzava presto e, per non svegliare la moglie, se la svignava in silenzio dalla capanna, raggiungeva gli amici nei boschi e, come un tempo, si entusiasmava per la caccia, chiacchierava, giocava d’azzardo e si divertiva in compagnia. Una notte fece un sogno in cui vide la sua giovane moglie nella capanna, circondata da dodici giovani guerrieri ignudi. Sua moglie li accarezzava tutti. In lontananza si sentiva il convulso rullio di un tamburo, mentre i giovani guerrieri accerchiavano la donna gridando in un frenetico delirio. Alla fine la costrinsero al suolo e la possedettero uno dopo l’altro. Freccia Corta si svegliò sudando freddo e si affrettò immediatamente a far ritorno alla capanna. Quando arrivò, fu sorpreso di vedere la sua giovane moglie felice e contenta. Notò che nella dispensa c’erano provviste e carne in abbondanza e che una grande pila di legna era accatastata all’esterno della capanna. Chiese come fosse riuscita a procurarsi tutti quei rifornimenti da sola. “Alcuni parenti sono venuti a trovarmi dal villaggio e mi anno portato questi doni”, rispose. Freccia corta non le raccontò della visione che aveva avuto, ma decise di rimanere nelle vicinanze della capanna. Dopo essere andato a caccia nei boschi, ben nutrito e riposato, era pieno di quel miracoloso ritrovato che la giovane donna così costantemente richiedeva. Rimase in quella felice condizione per un certo numero di notti ma, prima di quanto si aspettasse, ridivenne impotente e la ragazza fu di nuovo molto scontenta di lui. Frustrato, raggiunse gli amici nei boschi, godette della loro compagnia e andò a caccia e a pesca, ma non rimase a lungo in quello stato spensierato. Sognò di nuovo la sua giovane moglie ignuda circondata da dodici giovani guerrieri che danzavano al ritmo di un tamburo lontano. Quando le si avvicinavano, la donna accarezzava i loro genitali. Le sue mani si muovevano velocemente da un guerriero all’altro, finché i loro organi non divenivano enormi e gonfi. I guerrieri la accerchiavano sempre più e quando il tamburo cominciò a rullare più velocemente, la loro danza si fece più frenetica. Seguendo il selvaggio ritmo del tamburo la costrinsero al suolo e uno dopo l’altro la possedettero. Allarmato, Freccia Corta si svegliò e si affrettò a far ritorno alla capanna. Trovò sua moglie felice e contenta e, come la volta precedente, con un rifornimento di cibo fresco nella dispensa. Non fece alcuna allusione al sogno, ma decise di stare sempre con lei. Freccia Corta rimase nella capanna per molto tempo e quando la riserva di cibo fu terminata raccolse delle bacche nella boscaglia e catturò dei conigli nelle vicinanze. Non voleva lasciarla sola, ma quando ridivenne impotente entrambi ne furono infelici e frustrati. Malgrado ciò non voleva lasciarla. Disperato, chiese il parere di Pietra Rossa, lo sciamano, che si trovava nella capanna del sudore. Quando Freccia Corta penetrò fra i vapori della capanna, supplicò lo sciamano con queste parole: “Possa lo Spirito della capanna del sudore avere pietà di me, e tu Pietra Rossa, consigliami! Come posso combattere il malefizio della sacca che mia moglie ha visto in sogno? Il potere di un uomo, anche se è grande, svanisce quando ha rapporti con una donna”. Freccia Corta raccontò le sue disavventure e lo sciamano lo ascoltò con grande attenzione. Quando ebbe terminato, il vapore s’innalzò dalle pietre roventi formando spirali. Lo sciamano, avvolto da una nube di vapore e divenuto invisibile, si rivolse a Freccia Corta in questi termini: “Figlio mio, la tua disgrazia è davvero grande. La sacca medicinale che tua moglie ha visto in sogno ti ha messo a dura prova. Ma i nostri sogni e visioni corrispondono al vero, e dobbiamo obbedire al volere del Creatore. La visione ti ha indicato che soltanto tu potevi averla in moglie e solo per questo sono in grado di aiutarti. Quando la luna sarà piena, tua moglie farà un altro sogno, ma stavolta faremo in modo che tu abbia una visione che coincida con la sua. Bevi l’essenza di funghi che troverai all’entrata di questa capanna quando uscirai. Bevi in onore del Creatore, affinché decida cosa succederà nei vostri sogni”. Freccia Corta ringraziò lo sciamano. Prese l’essenza di funghi e tornò dalla moglie. Quando la luna fu piena, bevve la bevanda dello sciamano e si addormentò immediatamente. Sogno di trovarsi fuori della capanna. La luna era ancora alta nel cielo. Improvvisamente sentì dei passi, seguiti dal flebile suono di un tamburo. Si appiattì al suolo. Nel chiarore della luna piena vide dodici giovani guerrieri che camminavano in fila indiana ed entrarono nella capanna. Cautamente li seguì e sbirciò dalla porta. Vide sua moglie, completamente nuda, che ansimava pesantemente circondata dai guerrieri, i quali erano tutti estremamente eccitati. Improvvisamente il suono del tamburo cambiò e cominciò a rullare selvaggiamente proprio dietro di lui. Quando i guerrieri costrinsero la donna a terra, Freccia Corta irruppe all’interno della capanna e li assalì con un coltello, emettendo un grido sanguinario e agghiacciante. Coperto di sangue e sudore li uccise tutti, recise i loro genitali e li sparse al suolo. Ancora eccitato dal rullio del tamburo e preso da una rabbia incontrollabile avanzò verso la moglie. La possedette come non aveva mai fatto prima e, quando i loro corpi si tesero e s’incarnarono come se stessero per esplodere, Freccia Corta emise un grido di trionfo. Il tamburo si mise a battere piano, il rullio si fece più flebile e poi tacque. Nella pace che seguì, Freccia Corta fu trasportato nel mondo dei sogni più piacevoli.


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