Da "un libro per vivere" a "corpo 16"
DOMIST
del 18-10-2004
di Edizioni Angolo Manzoni
Voltaire ebbe modo di affermare 'ho quasi 70 anni e i libri sono i miei migliori amici'. Ecco perché i Volontari dell'Associazione Finisterre (www.associazionefinisterre.it) di Campi Bisenzio al fine di rendere più piacevole la vita degli anziani ricoverati nella Residenza Sanitaria Assistenziaria 'La Mimosa' di Campi Bisenzio (Firenze)hanno dato vita al progetto 'un libro per vivere', con cui stanno aiutando gli operatori e gli ospiti della struttura a dar vita ad una piccola Biblioteca interna riservata ai ricoverati che, a causa di varie gravi disabilità, non possono uscire dalla struttura se non attraverso i libri e le loro storie.
Ma abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci a aiutarli, in fondo basta poco, dona anche tu un libro agli ospiti di questa struttura. Sono molto graditi libri (anche usati, purché in buono stato) di fiabe e di racconti, di viaggi o d'arte, ricchi di illustrazioni, foto o disegni (molti ospiti leggono con difficoltà, perciò il più delle volte guardano soprattutto le immagini), i libri in braille per i non vedenti o le opere di consultazione generale.
Bellissima, la notizia del progetto 'un libro per vivere'!
Ai Volontari dell'Associazione Finisterre di Campi Bisenzio i nostri complimenti e una considerazione: non solo i libri rendono più piacevole la vita, i libri possono salvare la vita, I LIBRI SONO TERAPEUTICI.
Un libro al giorno toglie il medico di torno... è certo: leggere fa bene alla salute.
Molte ricerche confermano che rimanere attivi intellettualmente può ridurre il declino cognitivo: la malattia, il morbo di Alzheimer in particolare, non gradisce cervelli allenati dalla lettura e dallo studio, cosicché chi legge non invecchia, poiché il cervello umano è elastico: quindi diventa importante tenerlo sempre allenato, con la lettura di libri e giornali. Per leggere, interessarsi ai problemi, discutere, attivare la mente, non è mai troppo tardi.
Allora perché non curarsi con la cultura? Oggi spendiamo una montagna di soldi in costosissimi farmaci, ma una concezione innovativa, forse altrettanto costosa in termini di impegno, ma enormemente più naturale e, in definitiva, più ricca di risultati, consiste nel mantenere, o riproporre i vecchi sistemi culturali, gli stimoli culturali quale mezzo per evitare il decadimento mentale. a livello assistenziale che ciò comporta, significa, in fondo, anche risparmiare un bel mucchio di quattrini.
E "il rinforzo rievocativo per il mantenimento in attività dei risultati è sempre legato a un opuscolo, una lettera, un quinterno, un volumetto. Infatti, la pagina scritta è legata all'apprendimento, ricorda il professor Bellucci Sessa, leggendo riceviamo stimoli, che rafforzano le capacità cognitive di ogni persona. in ogni metodo rieducativo vero e proprio, non solo nell'attività occupazionale e consolatoria del paziente, il libro acquista una rilevanza fondamentale come supporto per il reintegro vero e proprio, a tutti gli effetti, alla partecipazione sociale (Professor Maurizio Bellucci Sessa)"e può sopperire al naturale invecchiamento delle cellule nervose con nuove ramificazioni dendritiche (Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina), osservate in persone anziane che riprendono a leggere: Rita Levi Montalcini spiega quella formidabile capacità che ha il cervello umano di compensare, con nuovi circuiti cerebrali e nuove ramificazioni dendritiche, le funzioni e i ruoli delle cellule nervose che, con l'età avanzata, muoiono senza riprodursi. Il normale invecchiamento porta all'eliminazione del 20% dei neuroni (il 5% dei neuroni dell'ippocampo scompare ogni 10 anni nella seconda metà della vita). Le cellule che permangono possono andare incontro ad un aumento delle ramificazioni dendritiche e al potenziamento a livello sinaptico dei circuiti cerebrali.
Nell'età avanzata persiste nel cervello dell'Homo Sapiens questa attività che non differisce da quelle in suo possesso nelle fasi precedenti. In base a questa proprietà, l'individuo sino alla fine del suo percorso può usufruire in pieno delle capacità intellettuali."
TUTTO RISOLTO, DUNQUE?
No, perché spesso gli editori, per comprensibili ragioni economiche, non tengono conto delle difficoltà visive dei lettori, prima fra tutte le dimensioni dei caratteri di stampa. Allora, per chi ci vede poco, per chi fa fatica a lasciar scorrere gli occhi su carta troppo lucida, per chi, dopo poche righe, già combatte con bruciori e appannamenti, i libri a grandi caratteri rappresentano un salvagente.
Dal 1997 la Edizioni Angolo Manzoni ha realizzato la collana di narrativa contemporanea CORPO 16 GRANDI CARATTERI, "per il piacere di leggere senza fatica", in sinergia con la Fondazione Colonnetti, il Professor Maurizio Bellucci Sessa (Docente dell'Università di Torino, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione), l'APRI e l'UIC; con i consigli e i suggerimenti degli esperti, delle associazioni, dei bibliotecari, e dei lettori; infine, grazie agli autori e agli editori sensibili al problema della "leggibilità", che hanno concesso i diritti.
Sul sito www.angolo-manzoni.it è possibile visionare le caratteristiche tipografiche della collana (grandezza dei caratteri, spaziature, interlinea, colore e qualità della carta.), studiate appositamente per accrescere la leggibilità.
Sembra poco? Giudicate voi. Per noi è una battaglia a favore della qualità della vita.
Sito:
www.domist.net
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