Finalmente in libreria In un unico buio, primo e atteso romanzo di Marzio Bertotti meglio conosciuto come "Mungo v.r.", mitico chitarrista dei Declino...
rightinsight
del 23-11-2005
Finalmente in libreria “In un unico buio” primo e atteso romanzo di Marzio Bertotti meglio conosciuto come “Mungo v.r.” mitico chitarrista dei Declino.
Ringraziandolo profondamente per la concessione riportiamo qui di seguito parte del capitolo “don't crack under pressure” conservando stretta nel cuore la profonda emozione di quando, all'oscuro della inaspettata “citazione” mi trovai, ormai un paio di anni or sono, a leggere una delle prime stesure su dattiloscritto.
.right in sight. , commosso, ringrazia Mungo per aver trasferito su pagina l'intensità delle sue esibizioni live e gli augura un infinito imbocca al lupo per la sua carriera di scrittore.
A voi che leggete questa notizia .right in sight. consiglia di non mancare la lettura di “In un unico buio” alla quale vi introduciamo con una breve chiacchierata con l'autore...
“…Don't crack under pressure!”
Torino, la notte dopo, ore una e venti
Compatta e brutale la musica arriva fino al bancone del bar sovrastando ogni possibile dialogo. Nell'oscurità accentuata dal fumo riesco appena ad intravedere il tipo rasato, seminudo e coperto di tatuaggi che, sul palco, urla al microfono contorcendosi tra i fili e i monitor. Dietro, altri tre o quattro ragazzi suonano saltando in continuazione. Il caldo e la mancanza d'aria sono esasperanti. Il volume supera la soglia fisica del dolore, violentando le viscere e i timpani. Intorno la gente continua a bere bottiglie di birra e a farsi canne. Qualcuno discute animatamente, altri si aggirano, insieme ai loro cani pulciosi, per il bar e la piccola biblioteca militante. Le pareti della casa occupata sono coperte di scritte, graffiti e disegni di tubi metallici che si intersecano e si connettono tra loro, animali spaventosi e giganteschi, scritte dai colori fosforescenti. Sulle colonne e sulle porte disegni di ossa, tibie, femori, mascelle sdentate, vermi e lucertole si contorcono nelle orbite vuote dei teschi.
Dal soffitto, fissate con catene, penzolano marmitte sfondate, tubi idraulici flessibili, mascherine di plastica e reti mimetiche. Le uniche luci, sul bancone del bar, rischiarano appena le facce di chi sta servendo da bere. Seduti su una transenna, un gruppo di ragazzi mostra i rispettivi tatuaggi e piercing. Uno spettacolo già visto, altrove, lontano. Nel tempo...
Sito:
http://www.rightinsight.org/mungo/libro.htm
