Un incontro con un autore della Langa.
GAZZETTA D’ALBA
del 01-03-2006
di Mario Solina
Diceva sovente un notissimo giornalista e storico morto da qualche anno che «non c’è futuro per chi non conosce il proprio passato». Il passato infatti non è qualcosa che è passata, ma la radice su cui si innestano il tronco del presente e i rami del futuro. È l’insieme di quelle vicende che ci aiuta a capire chi siamo, a formarci una coscienza collettiva, a capire individualmente cosa è meglio fare o non fare per agevolare corsi storici vantaggiosi per tutti ed evitare quei ricorsi storicamente palesati disastrosi. Per collaborare a questo è importante partire da sé, dalla propria storia locale, quella più vicina, quella su cui più direttamente si può operare. E per fare questo cosa c’è di meglio che iniziare ascoltando la voce di chi la nostra storia l’ha vissuta e, nel proprio piccolo, l’ha fatta.
Il libro di Angelo Ricca è un diario autobiografico che rievoca tradizioni e fatti della famiglia Ricca e del suo paese, Torresina, nella Langa di Ceva, tragicamente coinvolto nella seconda guerra mondiale come tante altre piccole comunità.
Colline, pioppo, la meliga quarantina, quei tajarin davvero “fatti in casa” così come la panada e il bonet insieme alle piccole grandi tradizioni contadine legate alla religione, al lavoro dei campi e alla famiglia, armoniosamente si assemblano nel quadro naturale, storico e spirituale dove i margari sono i genuini ed eruditi protagonisti. Un protagonismo però di umile e vivace servizio, fatto di una vita vissuta in maniera semplice, bella, anche se sacrificata, indifesa. Forse troppo indifesa. Infatti, a nulla è valso quel modus vivendi tanto accogliente quanto inerme contro la crudele guerra, contro certi nazifascisti e alcuni partigiani senza scrupolo alcuno che, in conclusione, hanno determinato l’incendio di Torresina e, con esso, la parziale deflagrazione di quel quadro originale di cultura pastorale dove poi, un’altra cultura, ha dipinto le masche della paura.
Un incontro con un “autore” della Langa.
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