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Carlo Vidua. Una vita ricreata...


RIVISTA DI STORIA ARTE ARCHEOLOGIA

del 01-01-2005
di Eugenio Braito

...alcune considerazioni su un’opera bilingue, italiana ed inglese, realizzata da un gruppo di studiosi “innamorati” del conte casalese ma soprattutto da Marisa Viaggi Bonisoli, tesa ad erigere al “suo” autore un monumento critico ed editoriale di tutto rispetto... Il primo volume, dal titolo di pugno di Vidua Narrazione viaggio alla nuova Guinea - 1830 presenta vari manoscritti inediti, conservati all'Archivio storico comunale di Casale Monferrato e all'Accademia delle Scienze di Torino, quadernetti (o taccuini) di viaggio del Casalese, tutti ben conservati, con riproduzione degli originali, trascritti in italiano e tradotti in inglese (da Lale Gursel e Khalin Driver), corredati da un buon apparato di note, disegni inediti di Triton Bay schizzati da Carlo, infine mappe e carte inedite. È indubbiamente interessante sfogliare le pagine che riproducono gli appunti e i disegni dell’esploratore casalese che riesce a dare un’idea sempre precisa dei luoghi e dei paesi visitati...Direi che, tutto sommato, la lettura di tali pagine, dal cospicuo valore documentario, e che rivelano in Vidua un acuto osservatore, interessa soprattutto lo specialista, o del Vidua o della storia delle esplorazioni di quei luoghi. Numerose notizie di ogni tipo (anche descrittive dei quadernetti di Vidua) arricchiscono il pregio di questo primo volume.

Il secondo, Carlo Vidua. Una vita ricreata, contiene un’interpretazione globale del Nostro...Il discorso è impostato in maniera tematica che meglio lumeggia, secondo la curatrice, la “poliedricità del personaggio”. Dopo aver sottolineato la “semplicità” di Vidua.... Viaggi Bonisoli illustra gli interessi letterari di Carlo, affermando poi che il letterato e uomo di cultura Vidua anticiperebbe il “concetto di Estetismo che attiene non più al rigoroso significato filosofico del bello ma trascende in una forma più vasta accessibile e personale”... Un’altra osservazione degna di nota è quella sul periodare di Vidua “non verboso, non ampolloso...” Non meno importante, il riconoscimento di un certo “disquilibrio caratteriale che lo gravò di tristezze giovanili ma gli anticipò, in seguito, una maturità non comune”... La volitività è un altro aspetto che la studiosa mette in evidenza... ben evidente nei suoi viaggi, a proposito dei quali la “biografa” sottolinea la loro natura particolare, perché è chiaro che Vidua non era un semplice turista più o meno attento e interessato: viaggiare per lui voleva dire documentarsi, imparare, ampliare la propria cultura, penetrando la storia antica e recente, con un raffinato metodo scientifico... Molto interessante l’elenco di alcuni testi... di resoconti di viaggi... Importanti poi le pagine che ricostruiscono i viaggi alle Molucche... Ma ancora più interessanti le non poche pagine che descrivono l’incidente, la malattia e la morte di Vidua... La sua morte, commenta Viaggi Bonisoli, fu però in qualche modo una “fortuna”: come avrebbe infatti potuto riadattarsi a vivere nel suo piccolo angolo di Piemonte un uomo, un viaggiatore come lui, che aveva visitato decine di paesi, incontrando sovrani e presidenti (che, concordemente, lo avevano tutti trovato un individuo fuori dal comune per intelligenza, cultura, senso artistico ecc.)?

...un’edizione pregevole dal punto di vista editoriale, dalla carta solida e giallina alla composizione tipografica della pagina... [alcuni] nei non sminuiscono il pregio dell’opera che sembra preludere ad una nuova stagione della critica viduana, tesa a conoscere sempre meglio la personalità, il pensiero e l’opera del conte casalese, prima di tutto attraverso edizioni moderne e filologicamente solide delle sue opere edite ed inedite.


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