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"La spirale di Archimede" è un piccolo quadro


Terza Pagina

del 03-12-2006
di Rina Brundu Eustace

Caratteristica importante della scrittura di Roberto Mistretta è la capacità di creare colore nella storia raccontata, grazie soprattutto all'utilizzo di un vocabolario ricco, variegato, sufficientemente innovativo. La presenza di questo tecnicismo, auspicabile dentro ogni situazione narrata, diventa fondamentale quando l’autore si cimenta nella produzione di racconti, ovvero di un genere che, per sua natura, richiede una notevole diligenza formale. La spirale di Archimede, l’ultima fatica del giallista siciliano, è in questo senso un’opera ben riuscita, un piccolo quadro che deve molto del suo fascino ad una notevole attenzione data al dettaglio scritturale, oltre che al mero plot narrativo. Nel caso particolare però, anche la cornice diventa parte del mosaico, offrendo quel tocco in più, necessario a fare la differenza. Il libro, edito dalle Edizioni Angolo Manzoni di Torino, fa infatti parte della collana a grandi caratteri Corpo 16, ed è perciò nuovo tassello di una iniziativa mirata ad “agevolare la fruizione e la leggibilità del testo”. La specificità stilistica ed una felice intuizione editoriale, sono quindi alla base del piacevole momento di lettura che ne scaturisce e della facilità con cui questo si consuma. Dentro i racconti, l’anima del giallista Mistretta ritrova l’entusiasmo che naturalmente gli appartiene e regala scampoli dell’essenza, animando storie di rara bellezza. Personaggi intagliati, ritagliati da una Sicilia letteraria, nobile per suo destino, si muovono con ritmi propri, insofferenti ad ogni ingerenza, ma senza mai perdere la capacità di cambiarsi, trasformarsi, mutarsi. E poi ti incantano, forti delle loro peculiarità, così come della certezza delle molte altre trame intriganti che ancora saranno. Rina Brundu


Sito:
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