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"Torino sia Capitale del Libro Leggibile"


SOPHIA.IT

del 04-10-2006
di Massimo Rondi

È passato un anno: ci siamo, inizia il vero conto alla rovescia. E che la festa cominci! Mi sento di riproporre una riflessione... Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma per un anno, dall’aprile 2006 all’aprile 2007. Si giocherà con i segni della punteggiatura e Torino lascerà un segno, si spera, non solo per questo. Ascoltando (un anno fa) le parole di Ernesto Ferrero: I segni della punteggiatura sono segnali universali, simboli capaci di esprimere un’anima, di indicare una direzione, mi è venuto naturale chiosarle così: "I segni della punteggiatura sono segnali universali, simboli capaci di esprimere un’anima purché dotati di corpo, e di corpo percepibile..." Quando sono difficilmente percepibili, e perciò indecifrabili e illeggibili, i segni - non solo i segni di punteggiatura ma tutti i caratteri - anziché indicare direzioni, farsi spiegazione e coordinazione, si innalzano come barriere. Barriere visive, è il caso di dire. E tutti coloro che non riescono a percepirli, decifrarli, leggerli sono tagliati fuori da quella possibilità di vita che è la lettura. Vogliamo che Torino, città olimpica e capitale del libro, sia accessibile. Perché non cominciare dalla carta stampata? I giornali, per fare un esempio: non tutti sono leggibili (anche se, in questo ultimo anno, qualcuno è cambiato...) La grandezza dei caratteri è espediente utilizzato nei titoli per attirare l’attenzione: sarebbe bello farlo diventare mezzo di comunicazione di massa (ipovedenti, anziani, dislessici e pigri compresi). Anche i libri, bisognerebbe farli così. Concludo con un appello: perché non parte da Torino una campagna a favore della Biblioteca Multimediale dell'Unione Italiana Ciechi di Piacenza, costretta a chiudere? Sara Bonomini (su "Libertà" del 22-03-2006) titola: Sofferta decisione dell'Unione Ciechi per mancanza di volontari traduttori in Braille... E continua: "C'era una volta a Piacenza una biblioteca in cui gli studenti non vedenti potevano farsi tradurre in Braille i testi di cui avevano bisogno... Il braille, tuttavia, è un linguaggio da preservare perché consente la totale autonomia del non vedente sia nella scrittura... sia per muoversi in città... Chi fosse interessato (N.B.: volontari vedenti, motivati, che imparino come lavora una stamperia in braille e che garantiscano un impegno costante) può contattare l'Unione Italiana Ciechi allo 0523/337677 ". Perché non possiamo festeggiare a Torino quando a Piacenza una biblioteca deve chiudere, quando un linguaggio muore, quando una maniera di leggere viene meno...


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http://giornalisti.sophia.it

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