Una Torino lontana nel tempo, rievocata con affetto, simpatia e intelligenza.
DANAE MAGAZINE
del 05-01-2006
di Sonia Piloto di Castri
Una Torino lontana nel tempo, rievocata con affetto... 1907, un distinto signore dai capelli bianchi passeggia davanti all’ingresso dello stabilimento cinematografico Ambrosio di Torino. Incuriosito, entra e viene in contatto con il misterioso mondo della celluloide. In questo mondo diventerà un attore di secondo piano, dividendosi fra il set cinematografico, la famiglia e la gestione di un banco lotto. Lavorerà con Emilio Ghione, comparsa specializzata in cadute da cavallo, che diventerà un divo internazionale col personaggio di Za-la-Mort. Reciterà con le figure più note del cinema muto torinese: l’amatore Alberto Collo, Maciste, il comico Cretinetti, la prima “coppia ideale” dello schermo, Alberto Capozzi – Mary Cleo Tarlarini, e altri ancora. Carlo Dini, rievocando la figura del nonno, ci presenta in controluce la Torino dei primi anni del XX secolo, con le sue vie, i suoi caffè concerto, i primi cinematografi, le sale da gioco, la Torino dell’Esposizione Universale del 1911. Una Torino lontana nel tempo, rievocata con affetto, simpatia e intelligenza.
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