Una drammatica vita senza amore
IL MONVISO
del 02-12-2005
di Nadia Sussetto
Il libro si affaccia sul panorama della narrativa con delicatezza ma in modo deciso, perché basta leggere qualche capitolo e si è subito catturati dal carattere un po’ selvatico di Cinto, ragazzo di campagna che dopo la morte della madre Matilde si rende conto di quanto con la madre sia scomparso tutto quel microcosmo di sicurezze e certezze che lei rappresentava e come non ci sia posto nel mondo e neanche nella famiglia per un ragazzo con problemi… un diverso del genere Forest Gump, vale a dire una persona che vive con ritmi personali tutte le sue potenzialità, riuscendo a condurre un’esistenza come e forse meglio degli altri…
Ma perché leggere un libro che ci rattristi?
Perché come in una catarsi, rievocando, rivivendo, meditando sulle sventure di un personaggio, riusciamo a ad esorcizzare le nostre, ad accettarle come un cammino che dobbiamo percorrere perché ognuno di noi fa parte di un progetto, di un disegno che dobbiamo contribuire a costruire.
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