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Haiku metropolitani


Salotto Letterario

del 07-01-2006

I componimenti di Arrivas non sono – e non vogliono essere – degli haiku tradizionali; sono ambientati in una metropoli del XXI secolo e parlano di plastiche, siringhe e gente disperata o indifferente perché, alla fine, è questa la natura che oggi ci circonda. Essi cercano però di mantenere inalterata l'esile trama di “impermanenza ed eternità” sulla quale, come una foglia su una ragnatela, dondola da sempre l'umanità. In appendice, quelli che l'autore chiama “proshaiku” perché, come le poesie giapponesi, sono costretti nel rigido margine di sessanta battute che, anziché limitarne il contenuto, lo estende e lo amplia a temi universali. A commento degli haiku, quasi loro naturale correlato grafico, 17 sumi-e dell'autore. La pittura Sumi-e rappresenta nell'arte giapponese lo spirito Zen. Con l'uso di questa tecnica l'autore ha cercato di imprimere serenità e concentrazione alle sue opere: le sfumature di colore rendono la dolcezza della natura con l'intenzione di conservare nell'animo quella che è stata l'impressione subitanea dell'osservatore.

Fabio Arrivas è nato a Palermo nel 1949. Con questa casa editrice ha pubblicato la raccolta di poesie Vendese esta casa e il testo teatrale Radici profonde scritto in collaborazione con Renzo Sicco, che ne ha anche curato la regia della riduzione scenica, che ha esordito a Cuba il 24 febbraio 2005. È stato velista appassionato, avvocato, docente universitario, guida turistica, traduttore di testi sacri ed aiuto cuoco. Vive tra Torino, Milano, Assisi e Tellaro seguendo il triplice sentiero del Kriya Yoga, del Reiki e del Tai Chi. Ha scritto numerosi saggi giuridici, un libro sul divorzio, uno sulla multiproprietà (tradotto anche in spagnolo), una raccolta di novelle, poesie e pensieri di viaggio. Con Assemblea Teatro ha collaborato alla stesura del testo per "Prigionieri per una notte" e "Giordano Bruno". Ha scritto numerosi testi teatrali, tra i quali "E il Matto illuminò la notte", ispirato alla vita dell'inventore piemontese Alessandro Cruto, "Pazze Regine" sulla liason tra Vittorio Emanuele II e la Bela Rusin, "Con le mani", "Prigionieri per una notte", "Gli elefanti bianchi". Dall'agosto 1999 vive con MIND, un pastore maremmano con gli occhi color del miele.


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http://www.salottoletterario.it/libri_in_vetrina

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