Dall’Italia alla Patagonia
Breve viaggio nella letteratura argentina contemporanea
CROCEVIA
del 21-03-2004
di Emilia Perassi
...Per chi volesse farsi un’idea profonda dei caratteri di questa storia...rinvio a tre bei saggi italiani “La memoria negata”... vi si dà conto minuziosamente , in ognuno con tonalità diverse (Piloto di Castri lavora sulla ricostruzione accurata della storia indigena d’Argentina), di che cosa abbia significato due secoli fa la nascita della nazione, il suo consolidamento come stato centrale... Giustificata come lotta contro il male e la barbarie incombente, la strage degli indios (Piloto di Castri dà le cifre: 12.560 persone tolte in vario modo dalla circolazione), viene messa rapidamente sotto silenzio, lasciando alla neonata società repubblicana un immenso vuoto di origini e insieme un gigantesco e spopolato territorio: l’incommensurabile “desierto”, che inizia dopo le porte di Buenos Aires e si estende fino alla Terra del Fuoco…
...la carta più forte è stata giocata sulla costruzione di un’immagine culturale... perfettamente geometrica e astratta, architettata attorno a una serie di polarità messe in conflitto: da una parte la città, portatrice di valori, dall’altra la campagna (la pampa definita anche el desierto), barbara, resistente al progresso...
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