Nella collana Corpo 16, un fumetto edito da Edizioni Angolo Manzoni
...con la sceneggiatura e i disegni di Marco D'Aponte, dal romanzo di Gianna Baltaro,
LO SPAZIO BIANCO
del 21-07-2006
di Ettore Gabrielli
Dal romanzo di Gianna Baltaro, con la sceneggiatura e i disegni di Marco D'Aponte: un delitto sconvolge l'ambiente dei pittori, nella Torino Anni Trenta: una ricca pittrice viene trovata uccisa nel suo atélier. Il commissario Martini indaga. Nella collana Corpo 16, un fumetto edito da Edizioni Angolo Manzoni.
Intervistiamo l'autore che ha trasformato l'opera in fumetto:MARCO D'APONTE.
Una breve presentazione per il sito.
Torinese, diplomato all’Accademia Albertina, illustratore e autore di fumetti dagli anni Ottanta. Per necessità e situazione del mercato ho realizzato più illustrazioni che fumetti. Tra gli ultimi ci sono stati i “paginoni” per La Stampa di Torino su testi di Guido Cernetti, “Catilina” per la rivista d’arte Iride ed alcune storie brevi per la rivista francese Ars Numerò. Ora il Commissario Martini. Insegno tecniche del fumetto e dell’illustrazione alla Accademia di belle Arti di Cuneo.
Come è stato intervenire su un romanzo per adattarlo ad un media tanto diverso?
La scelta è stata quella di mantenere lo schema del romanzo progettato dalla Baltaro. Si poteva stravolgerlo, iniziare dal fondo, reinventarlo, ma il romanzo funziona già bene come traccia per la sceneggiatura, che ci porta, passando per due delitti fino alla scoperta dell’assassino. Non c’era bisogno di complicare le cose.
Un problema delle trasposizioni è la ricerca di un equilibrio tra il testo stampato, spesso ridondante nelle didascalie, e la parte più strettamente fumettistica. Come hai cercato di superarlo?
Infatti le descrizioni d’ambiente ho cercato di saltarle. Ho salvato in didascalia certe parti del testo necessarie allo svolgimento della trama, cose che si devono sapere, come alcuni stati d’animo che l’autrice descrive e che servono a precisare il carattere dei personaggi. Certo in confronto ad altri fumetti le parole sono tante ma credo che siano una piacevole lettura.
Il volume esce nella collana CORPO 16, caratterizzata da un lettering più grande per favorirne la lettura. Questo ha comportato delle scelte di sinteticità per quanto riguarda i testi?
No, solo in qualche caso. La conseguenza diretta è stata la dimensione del libro, più grande rispetto all’idea originale e un minor numero di vignette per pagina... Ho anche escluso a priori schemi di impaginato troppo mossi e “fantasiosi” che avrebbero complicato la lettura, questa è una storia che si svolge “piana” di cui si deve seguire la cronologia degli avvenimenti ed è giusto che si serva di un impaginato abbastanza classico.
Cosa ti ha colpito in particolare del racconto originale?
L’atmosfera invernale in una Torino che non esiste quasi più, innevata e tranquilla come non la vediamo da un bel pezzo. Poi i personaggi, quasi tutti dell’ambiente artistico e non ultimo lo stile alla Agatha Christie della Baltaro.
Il tuo lavoro è stato a stretto contatto con Gianna Baltaro, o hai avuto piena libertà nel ripensare la sua "creatura"?
Per la sceneggiatura e i volti dei vari personaggi sono stato libero di interpretare anche se lei ha seguito con interesse e curiosità il mio lavoro. Più difficile è stato trovare il tipo giusto per il Commissario, il cui aspetto è condizionato dal fatto di essere un “bell’uomo”. Sembra inevitabile cadere negli stereotipi del fumetto e rischiare il confronto con l’ispettore Ginko. Inizialmente Martini aveva un volto più duro, irregolare, giudicato dall’autrice troppo americano. Qualche concessione l’ho dovuta fare. Gianna aveva un’idea del suo Commissario abbastanza precisa.
E per l'aspetto grafico, quale scelte hai operato per ricreare ambientazione e personaggi?
Sono ricorso alla documentazione fotografica dell’epoca, abbastanza ricca perché Torino in quegli anni era interessata da grossi lavori urbanistici voluti e documentati dal fascismo. Per tutte le altre situazioni per cui non c’era materiale ho tentato di rendere più che altro l’atmosfera. Per i personaggi sono tutti inventati, anche se ho cercato di rappresentare dei “tipi tipici”, poiché nel fumetto, come spesso nella vita, l’abito fa il monaco.
Prossimi impegni?
Fra tanti progetti mi attirano sempre più le altre indagini di Martini, tante storie che comincio a vivermi nella mente ...
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