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Andreina Bert, la Signora del Tempo, di Agata Giuffrida


Recensione

del 05-01-2006
di Agata Giuffrida

Di Andreina Bert è uscito a maggio "La casa del passato": dopo "Il Nodo del Tempo", un altro romanzo che affronta il tema dello scorrere ineluttabile degli anni, avanti e indietro però, anche a ritroso, perché tutto passa e tutto ritorna...

«Siamo maldestri noi passanti” (per citare Neruda), mia figlia direbbe “sfigati”. Di me afferma che lo sono particolarmente. Non sono molti quelli che sono stati lasciati dalla moglie nevrotica, pur essendo esperti psichiatri. È vero che noi del ramo possiamo essere un po’ strambi o quantomeno bizzarri: anzi, si dice che abbiamo scelto la nostra professione proprio per questo» (Il Nodo del Tempo, di Andreina Bert, Edizioni Angolo Manzoni). Si apre così il giallo psicologico, per molti versi alternativo, di Andreina Bert. Uno strano omicidio e un misterioso rapimento sono gli ingredienti iniziali che catapultano, sia il lettore sia il protagonista del romanzo, in un vortice di avventura e mistero. La improvvisa e inspiegabile sparizione della figlia Ester, ventottenne dalla vita e dai modi “fuori dagli schemi” e la misteriosa morte di un uomo, scuotono improvvisamente la vita di Andrea Bertotto, tranquillo psichiatra sessantenne, che si ritrova, suo malgrado, coinvolto in un viaggio senza fine. Cercando di seguire le tracce lasciate da Ester, accompagnato in questo viaggio dalla sua partner fisioterapeuta e pedinato dalla sua paziente accusata di uxoricidio, lo psichiatra verrà trascinato in un intrigo di spie industriali, sette segrete e strane organizzazioni. Torino, Londra, Parigi, Amsterdam, fanno da cornice sia alla fuga - o rapimento - di Ester, sia alle rocambolesche avventure dei due protagonisti. Il romanzo di Andreina Bert si snoda attraverso due vicende parallele che inevitabilmente – o casualmente – finiranno per intrecciarsi, avendo molte più cose in comune di quanto il lettore si aspetti. L’autrice ha il merito di lasciare il lettore con il fiato sospeso grazie ai continui colpi di scena e alla suspense che aumenta sempre più, con cambi “scenografici” improvvisi e repentini, che sorprendono il lettore fino alla conclusione. Tragicomiche avventure, inseguimenti, intrighi perfetti e depistaggi vengono narrati con sottile ironia, ma il romanzo affronta, seppur marginalmente, il conflittuale rapporto tra genitori e figli, mettendo due generazioni a confronto, due correnti di pensiero talmente opposte da riuscire ad avere molto in comune. L’autrice ha così creato un testo psicologico alternativo, ma con tutte le caratteristiche del giallo.


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