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Una questione privata


Sito della Provincia di Torino

del 06-06-2005
di Emma Dovano

La sorella minore di Beppe Fenoglio parla delle donne dell'opera letteraria del fratello partendo dalla madre, la grande madre dei libri di Beppe. La padrona di casa, forte, che non conosceva la tenerezza dei gesti e forse anche delle parole, abituata al lavoro duro e al sacrificio. In casa Fenoglio non esisteva idillio familiare . Come probabilmente non esisteva nelle cascine delle donne della Langa che leggiamo ne "Il partigiano Johnny", le contadine che aiutarono i partigiani a nascondersi, dopo aver cucinato per squadre intere, ogni giorno. Donne solide che fanno fronte alle mancanze, custodi e testimoni del senso religioso e pacifico, una "sorte di argine contro la violenza della storia", come dice Giovanni Ramella. E die Urmutter, la madre primigenia, primordiale, la madre di Beppe Fenoglio è forse incarnata nella mamma di Ettore ne "La paga del sabato", raccontata con gli stessi caratteri carichi di conflittualità, la stessa severità di comportamento, di giudizio. Le altre donne, la figura materna mai sperimentata è forse nella mezzadra di "La malora", o la madre di Agostino. Oppure Giulia nel racconto stupendo "Ma il mio amore è Paco", che quel mattino presto, dopo aver aspettato il marito che avrebbe voluto portare in vacanza Gemma, l'amica del cuore, arricchendosi nel gioco e invece avendo perso tutto, pensava ad una soluzione finale per sé e per la delusione doppia - questa Giulia grida con tutta l'anima verso il pozzo "Quando mai Paco hai fatto qualunque cosa prima del tuo caffè della mattina?". Un amore e una forza immensi, una compassione che vuole vincere la violenza e l'angoscia della morte. E ancora, altre donne, le figlie dell'industriale enologico che Johnny - distante ed estraneo - incontra nella villa alle porte della città di Alba, donne con atteggiamenti esibiti, leziosi, i gesti affettati in un ambiente che te lo vedi e senti nella serie di diminutivi e di avverbi: il disco di Natalino Otto "carinissimo", il "gridolinare" di Fulvia, la "fortunata riservetta di tè indiano". E' molto interessante questo libro appena uscito da Angolo Manzoni. Sono atti di un convegno che si è tenuto a Moncalieri nel maggio del 2003, Le donne nella narrativa di Beppe Fenoglio, appunto, con in appendice un ampio spazio dedicato alle figure femminili del mondo contadino, donne per cui "l'unica speranza è di rendere mansueto il cielo crudele", come dice Barberi Squarotti.


Sito:
http://www.provincia.torino.it/

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