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Guida in dodici percorsi fra storia, arte e curiosità


LA GAZZETTA WEB

del 16-12-2006
di Rita Rutigliano

Gran formato, prefazione di Carlo Caramellino, dovizioso corredo iconografico (284 fotografie a colori, molte a pagina intera), ampia dote di cartine, ottima impaginazione e splendida veste editoriale per questa che davvero - come promette il sottotitolo - è una ben realizzata “Guida in dodici percorsi fra storia, arte e curiosità” del capoluogo piemontese. Per giunta, è anche il primo volume su Torino capace di parlare in 7 lingue diverse: in italiano, ovviamente; ma anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo e giapponese. Una dozzina, dunque, i percorsi per svelare Torino, l’antica Augusta Taurinorum, la capitale sabauda, la prima capitale d’Italia, l’ospite delle Olimpiadi Invernali 2006 e attualmente (fino all’aprile 2007) la Capitale Mondiale del Libro. L’obiettivo di Giuseppe Bressi ha fissato sulla pellicola i luoghi più suggestivi della città, e le sue fotografie restituiscono l’immagine di «un passato antico e recente che Torino ha saputo fondere senza creare fratture, dai Taurini all'Europa». Scrive il prof. Caramellino nella prefazione: «Gli itinerari proposti hanno il merito di aver riportato il volto reale della città che è la risultante di secoli di storia, di vicende umane e di presenze importanti, ognuna delle quali ha lasciato la sua impronta sia in campo culturale che economico e politico. E i monumenti ne mantengono la memoria, senza alcuna aspirazione trionfalistica ma con quella dignità che già nel Settecento aveva meritatamente posto Torino fra le Capitali europee. Un agile strumento di consultazione, sintetico ma esauriente nel segnalare i monumenti più significativi per arte o per storia, che hanno puntualizzato il succedersi nel tempo degli eventi della città». Non possiamo che dichiararci d’accordo… ma, da torinesi, vogliamo aggiungere che alcune fotografie sono talmente belle da far venire la voglia di strapparle dal libro per incorniciarle e così averle sott’occhio più spesso. Un suggerimento all’editore, quindi: trasformi in piccoli manifesti alcune fra le immagini più suggestive (per esempio quelle alle pagine 39, 64, 69, 91, 145, 159, 166 e 185) e ci vedrà senz’altro fra i primi, entusiasti acquirenti.


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