LASCIATE LA VOSTRA IMPRONTA SULTEMPO
Incontro con Valeria Mocanasu realizzato da Karim Metref
www.letterranza.org
del 19-03-2007
di Karim METREF
...venerdì 2 marzo 2007, alle ore 18.00, presso la sede dell'Associazione Culturale "Sulla Parola" via Cibrario 28, Torino, alla presentazione del suo primo libro Il sapore della mia terra. In Italia con il cuore in Romania, in presenza dell'autrice e di varie altre personalità, Valeria Mocanasu ha ben voluto concederci questa breve intervista. KM. Valeria Mocanasu, Lei ha scelto di scrivere una autobiografia. È la sua prima opera. Nel suo libro racconta di se, e a un certo punto dice : "La scuola mi piaceva, mi piaceva scrivere temi di letteratura…" quindi l'amore della scrittura già c'era ma non si è mai trasformato fino ora in una pubblicazione. Cos'è che ha motivato questa scelta? Perché una autobiografia e non un racconto su altre persone? È stato, secondo lei, più l'amore della scrittura a spingerla o il forte desiderio di raccontarsi, di condividere il proprio percorso, la propria storia personale? V.M. Io sono nata innamorata della vita. Appena avevo aperto gli occhi in questo mondo e sono stata invasa da una grande allegria. Sentivo un'immensa energia interiore, una forza miracolosa che mi appoggiava e incoraggiava quando nessuno era dalla mia parte. Esultavo per il sole che sorgeva sempre davanti alla mia casa, per l'alto azzurro del cielo , per il verde che sbocciava nelle primavere, per il vento che cantava sui rami, per i pulcini senza colletto. Tutti questi pensieri avevano una forma astratta fino a quando, imparando a scrivere li vestivo di parole e radunavo con loro la poesia che cresceva dentro di me . Conservavo i miei pensieri come se fossero dei tesori ma, che importanza avevano le parole nel mondo dei fatti e della povertà. Certo che io ero un'eccezione e non tutte le persone nascevano malate di amore. Per questo la mia vita , vissuta in tanti , diversi da me è stata di una desolata solitudine . Il bisogno di scrivere è nato dal disagio di sentirmi diversa. Si nota nel libro una sensazione di insofferenza nei confronti della mia gente, in mezzo a cui sono cresciuta. Non sopportavo i pregiudizi e le regole già stabilite da secoli, valide soltanto perché si ripetevano da tanto tempo. Ma come sarei stata felice di sentirmi parte di loro. A causa della mia altezza precoce, della timidezza e della mia testa tutta piena di strani pensieri ero per me stessa un' anomalia genetica da non tollerare. Avevo un vero talento, quello di appassionarmi per le cose che non interessano a nessuno, di rifiutare quelle che accettavano tutti e di emettere giudizi che scandalizzavano. O Dio! Perché tanta agitazione in me quando sarebbe stato così semplice dire e fare uguale agli altri? Ho messo in dubbio per tanto tempo la mia salute mentale . Certo che anche la sorte ha combinato un sacco di elementi per rendermi la vita più difficile. Perché dovevo nascere io , la più ingenua dei bambini del villaggio, nel cortile del più cattivo padre del posto ? Arrivata in Italia ho constatato, sorpresa, che i miei difetti di "Pecora Nera" erano, qui, dei pregi. All'improvviso sono diventata bella , brava e buona. Per fortuna ho trovato un marito che non si spaventa di quello che penso; dei miei ragionamenti , delle mie passioni dei mie sogni. La più grande felicità l'ho vissuta nel giorno in cui avevo capito che non ero pazza. A questo punto ho ricominciato a scrivere e non è stato difficile perché dentro di me c'è ancora quel vulcano d'amore che aspetta pronto a sorgere in parole. Anche se autobiografico, il mio libro descrive la vita di tante persone perché non puoi valutare te stesso senza paragonarti agli altri . KM. Il libro è intitolato "Il sapore della mia terra", raccontato con uno stile fresco, crudo e molto realistico, ciò nonostante mi viene da chiederLe se ci può riassumere per i lettori di Letterranza: Che sapore Le rimane della sua terra? VM. Mi sono chiesta da tanto tempo se la nostalgia che mi schiaccia il petto è per la gente o per la terra della mia infanzia. Non sono arrivata ad una conclusione. Eppure, quando il vento mi porta odori conosciuti, che fanno nascere nella mia mente ricordi lontani, quando sento la musica di una fisarmonica sulle strade di Torino (suonando" Le onde del Danubio") il mio cuore lacrima e per un attimo mi sento "a casa". " Tutto quello che non ti ammazza ti rende più forte" dice un aforisma e io sono diventata molto forte ! ... Ho preferito considerare tutta quella vita crudele un allenamento destinato ad aumentare il mio limite di sopportazione e di comprensione e mi è servito tanto. KM. Ha intenzioni di continuare a scrivere? Se sì, cosa ha in mente? VM. Certo che ho l'intenzione di continuare a scrivere . Non è che con un solo libro ho fatto chiarezza nella confusione della mia esistenza . Ho più di un progetto e aspetto il momento giusto . KM. C'è qualcosa che vorrebbe dire al pubblico di Letterranza? Magari qualcosa che non le ho chiesto ma ritiene importante? Una parola di chiusura? Vorrei finire con un aforisma di produzione mia : " Tingete dei propri colori tutto quello che toccate, lasciate l'impronta sul tempo ma non sporcatelo! " E grazie!
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