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Un libro non comune che si consiglia di leggere...


LIBRI LIONS

del 26-02-2007

Il romanzo è intrigante con un’accentuata dinamica dei fatti e la Lion Elena Cappellano, nota e apprezzata scrittrice torinese, con il suo “Scale” presenta un libro che, dai molti interrogativi riferibili a fatti di cronaca avvenuti in Torino, esprime significati introspettivi e configura un complesso rapporto fra realtà storica e mondo interiore. La prima è data dall’internamento nei lager inflitto dai nazisti ad ebrei e avversari politici durante la seconda guerra mondiale, ed il secondo dai danni psicologici che ne sono derivati. Nello spazio fra i termini del rapporto si svolge tutta la vicenda. È un romanzo con molte sfaccettature: dalla memoria dell’olocausto, dal sinistro fascino per il vuoto della tromba delle scale o dal tragico volo imposto da una mano sconosciuta, dall’accenno a trame multiple che oscillano fra omicidio e suicidio con la presenza non ingombrante ma costante del commissario di polizia, sino alla presentazione di una realtà sociale che da un lato riflette il crollo delle certezze o dei punti di riferimento, annientati nella sofferenza di un’orribile delusione, e dall’altro le problematiche di una società in movimento. È anche un romanzo psicologico che dà vita a forme d’identità fra realtà esterna e mondo interiore e, facendo nostra l’osservazione di Flaubert che soltanto l’artista riesce a “penetrare nell’anima delle cose”, mette in luce le motivazioni dei comportamenti umani. Può diventare il documento romanzato di un periodo di tempo caratterizzato da profonde inquietudini esistenziali. Una certa critica ha teorizzato di un modo di raccontare che subordina la realtà al filtro della coscienza, e ciò potrebbe essere l’ulteriore significato di un libro non comune che si consiglia di leggere...


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