Il confine che separa il nulla e il tutto è benjaminiamente impercettibile
e-mail del 31.03.07
del 31-03-2007
di Ugo Perone
Queste le prime impressioni di Ugo Perone alla lettura delle Architetture del vuoto: “Non so se vi è intenzione o caso, ma la prima parola della raccolta è “forse” e l’ultima “vero”: un grande arco filosofico in mezzo al quale sta un io e un tu (lei), stanno città, sovente anche un Signore Iddio inesorabilmente solo, echi letterari che solcano il vuoto, ma anche vi giocano. Il confine che separa il nulla e il tutto è benjaminiamente impercettibile. Non ci fermerà nessuno./Baciandoci come si baciano/le nubi di marzo./Sulla mano svapora come un soffio o è saldo come una roccia?
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