CULTURA PER TUTTI, A CHIARE LETTERE
Dalla Sicilia a Torino, pensando al Giappone
IL GIORNALE del Piemonte
del 31-05-2007
di Amedeo Pettenati
Le case editrici del Piemonte: Edizioni Angolo Manzoni. In via Cibrario. Duecento titoli, tra filosofia e fumetti.
Soci dell’Editrice sono Enzo Bartolone, Federico Alfonsetti e Antonino Truglio. I titoli in catalogo sono circa 200, suddivisi in 16 collane…
Intervista all’Editore
Enzo Bartolone è l’editore, nonché il direttore editoriale dell’Edizioni Angolo Manzoni.
“Dopo vent’anni da libraio mi è venuto in mente che era ora di proporre libri di ampio respiro. La passione per i libri mi è venuta a sette anni. Mio padre, siciliano immigrato, aveva sotto i leggendari portici della città una bancarella in mezzo a tantissime altre. Torino è famosa per i chioschi di libri usati, ne abbiamo più di Parigi…
Le grandi case editrici stanno imponendo la loro monocultura a scapito delle piccole case editrici. Sono l’aspetto più deleterio della massificazione della cultura… “Corpo 16” ma a modo loro: hanno semplicemente ingrandito il carattere senza riguardo per la carta, l’interlinea, i margini…”
Le sue passioni sono il Giappone e la fotografia… “Una frase che può riassumere la mia passione è quella di Roland Barth, che diceva che il Giappone è l’ultimo paese della terra. Dopo averlo visto, se si vuole conoscere qualcosa di nuovo, bisogna andare su Marte… nei nostri libri fotografici ci sono anche le mie fotografie… per esempio in guide su Torino come ‘Da Augusta Taurinorum all’Europa’ in 7 lingue tra cui l’arabo e il giapponese”. Opere di respiro internazionale? “Sì, non vogliamo fare editoria di nicchia o d’élite… ma nemmeno chiuderci nel localismo… da parte mia organizzo mostre fotografiche in tutto il mondo, per le quale i nostri libri servono come catalogo…”
Due parole sulla collana Corpo 16: “Non sono solo gli anziani ad aver bisogno di libri su misura. Anche i dislessici, che sono abbastanza numerosi, hanno la necessità di soluzioni tipografiche specifiche. Per esempio nell’editoria scolastica si dovrebbe utilizzare sempre lo stesso carattere, senza corsivi o fantasie grafiche che ostacolano il riconoscimento dei caratteri da parte dei dislessici…”
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