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Gli anni Settanta vissuti intensamente dalla parte sbagliata


TORINOSETTE

del 29-06-2007
di Giorgio Ballario

In un Paese che di solito ha scarsa memoria, stranamente “tirano” le celebrazioni. Così il trentennale del 1977 ha riaperto un mini dibattito su quell’epoca di terrorismo, scontri generazionali e opposti estremismi. Anche a Torino fu un anno di passaggio: dagli eccessi ideologici alla follia assassina, come testimonia la raffica di omicidi commessi in riva al Po dalle colonne di fuoco di Prima Linea e delle Brigate rosse.

Uno spaccato genuino dell’atmosfera rovente che si respirava negli Anni di Piombo lo si può trovare nelle pagine di «Baci & bastonate» di Augusto Grandi, che approda in libreria per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni. Non è un saggio, non è un romanzo e neppure un diario. Più che altro la rassegna di memorie di un microcosmo, umano prima ancor che politico, che ha vissuto gli anni Settanta dalla parte “sbagliata”. Quella dei fascisti.

Ci voleva poco a quei tempi, per beccarsi il marchio dell’infamia. Spesso era sufficiente non dichiararsi “comunisti” o non fare esplicita professione di fede antifascista. Ma questo non è il caso di Grandi. L’Autore – oggi affermato giornalista del Sole 24 ore – il decennio della politicizzazione se l’è attraversato d’un fiato e senza tirarsi indietro, militando prima nelle formazioni giovanili del Msi e poi nei gruppuscoli che a destra di Almirante cercavano di affrancarsi dal “ghetto” neofascista. Una militanza mai rinnegata , osservata adesso con il distacco e il disincanto della maturità.

Non si pensi però che «Baci & bastonate» sia un libro pesante, noioso, reducistico. Alternando momenti drammatici ad altri umoristici, per non dire divertenti, l’autore descrive una generazione alle prese con sogni e problemi dei ventenni di ogni epoca: le ragazze, gli amici, il rapporto conflittuale con i genitori, la passione sportiva. Notevoli le pagine sulle escursioni in montagna, dove l’odio ideologico fra “rossi” e “neri” si attenua fino a diventare amicizia. Oppure la cronaca degli incidenti allo stadio dopo Torino Bastia, dove scatta la solidarietà fra “nemici” accomunati dalla passione granata e dove potrà riconoscersi, forse con un pizzico di nostalgia, un importante esponente istituzionale del centrosinistra.


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