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Se l’amore osceno è solo nel titolo


LA REPUBBLICA

del 23-06-2007
di Maurizio Crosetti

L’amore, il disamore, il malamore. L’amore che nasce inopportuno e impudico, e l’amore che muore in un momento o a piccole dosi. L’amore per la bellezza, per un uomo, per i figli. L’amore di nascosto e quello alla luce del sole., ma di più l’amore fatto d’ombra. S’intitola “l’amore osceno” il primo libro di poesie di Tiziana Catenazzo, giornalista e docente di lettere: un titolo impegnativo, volutamente allusivo. Ma chi cercasse oscenità di qualunque genere non si avventuri: non è questo il luogo. C’è, invece, molta fisicità:, c’è il corpo come veicolo di emozioni, denudato da ogni ipocrisia. Non manca il dolore: è il sentimento di una frattura, di un acrepa che s’apre sul muro, è l’impossibilità di ricomporre i bordi. Così si svolge il complicato viaggio di una donna, un percorso pieno di cose che finiscono e altre che cominciano, dove però l’addio può essere un segno di libertà. Alla fine, l’unica cosa oscena dell’amore è non amare.


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