SCHERZO PARIGINO con qualche venatura bukowskiana…
del 19-07-2007
di Anna Maria de Luca
Sullo sfondo di una Parigi baudelairiana, veniamo catapultati nei labirinti mentali di un sedicente scrittore, aspirante assassino, flâneur di professione, con qualche venatura bukowskiana.
Un’avvincente narrazione in prima persona ci tramuta in stupefatti voyeur, alle prese con i sogni-incubi del protagonista, con le sue divagazioni letterario-filosofiche, con una manciata di strampalata umanità…
In questo noir ironico, intriso di prosa poetica, il destino sembra prendersi gioco non solo del protagonista ma anche del lettore, il quale, nel finale del romanzo, si ritrova con un pugno di parole…
Un pugno di bellissime parole, che si snodano nei sette movimenti di rotazione di una piazza parigina, personificazione dell’anima del narratore; un’anima che singhiozza, che palpita, che fugge, atterrita dal vuoto della propria solitudine e che, tuttavia, sa sorridere con ironia di fronte agli scherzi beffardi del destino.
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