CERCA

Le storie di un Sessantotto visto dalla parte dei ‘neri’

Nuovo libro del giornalista Augusto Grandi, già autore di due saggi

NATURAL

del 08-01-2007
di Paolo Zoccola

Il primo editore cui si era rivolto ha opposto un rifiuto. Il secondo ha detto sì ma alla condizione di far precedere e seguire questo bel libro di Augusto Grandi, da una nota e una postfazione, per segnare i distinguo della politica. Come dire ‘sì, va bene, questi racconti di un sessantottino nero sono ben scritti, la storia corre, non ci sono incitamenti alla violenza né rigurgiti di fascismo, ma noi, badate bene, siamo dall’altra parte’. Ancora oggi dunque a Torino si fa fatica ad accettare una lettura diversa da quella ‘ufficiale’ di sinistra di un periodo turbolento e infelice da cui ci separano ormai quasi 40 anni. Ma lasciando i casi di coscienza, e venendo alla sostanza dichiariamo subito di aver letto con vero piacere questo susseguirsi di episodi in parte autobiografici, in parte di invenzione, che rievocano tutto un clima e il malessere di chi, magari anche per il solo gusto della sfida, del non assoggettarsi supinamente al ‘pensiero dominante’, ha vissuto gli anni furibondi del Sessantotto in una sorta di universo parallelo in cui il ribellismo giovanile prendeva un colore diverso e antitetico. Ora, a distanza appunto di 40 anni, tutto quel ribollire di fermenti non ha lasciato in questi racconti alcuno strascico polemico, nessun rivendicazionismo, ma si è completamente disciolto nel piacere di raccontare, di rievocare un’epoca cui si guarda magari con nostalgia, ma senza rimpianti. Il libro nasce dalla volontà di lasciare una testimonianza di vita prima ancora che politica… Grandi non vuole spiegare, non analizzare, non fa esercizi di introspezione, non giustifica e non rivendica. Semplicemente racconta, risolvendo l’impalcatura ideologica in una cifra narrativa distesa e quieta in cui: amori giovanili e scazzottature, baci e bastonate, eros e contestazione, creano l’ambiente in cui si muovono giovani che cercano in qualche modo di reagire al disagio, all’atmosfera stagnante del conservatorismo perbenista, del cosiddetto ‘sistema’, da un lato e dell’omologazione del sinistrismo dall’altro. Giovani, che, insomma, si trovano a fronteggiare due contrapposti unanimismi, si muovevano nel clima di oltranza tipica del periodo, cercano lo scontro coi ‘rossi’, salvo poi scoprire inaspettati punti di contatto con gli odiati nemici nei quali ci si può anche riconoscere come in uno specchio. Quelle di Augusto Grandi, che oggi fa il giornalista al ‘Sole 24 Ore’ e ha già pubblicato due saggi sono, come dire, storie di famiglia, storie di una generazione, di un periodo in cui persone assolutamente normali si trovano a fare cose assolutamente assurde.


Collane correlate: