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“Fare la differenza” nel sindacato degli anni 1975-86


La gazzetta web

del 08-09-2007
di Rita Rutigliano

Prima ancora di aprire questo corposo volume (più di 350 pagine accompagnate da un CD ROM con le testimonianze integrali e un DVD con il film “Lottatrici”, durata 35’), l’età e l’esperienza personale di vita e di lavoro ci hanno permesso di riconoscere subito il manifesto della “Gioconda con la tuta” riprodotto sulla copertina. E poi, prendendo a sfogliarlo, di riconoscere molte altre immagini e volti e situazioni e parole; e di cominciare, quindi, ad intuire che quello proposto da Cgil, Cisl e Uil - Gruppo donne progetto Mnemosine è un libro, importante, di cui si sentiva la mancanza. È, infatti, un libro - opportunamente pubblicato in una collana titolata “Le Radici” - che finalmente racconta ed illustra con dovizia di documenti e di testimonianze autobiografiche (per giunta in una felice ed accattivante veste editoriale) i «dieci anni che sconvolsero il sindacato». Lo sconvolsero, sì, perché improvvisamente e per la prima volta nella sua storia secolare in esso «irruppero contenuti quali la sessualità e la salute riproduttiva delle donne, questioni che il Sindacato rimuoveva e relegava al “privato”» e «pratiche separate delle donne» (riunioni di sole donne, per esempio, o «la rivendicazione, raramente concessa dal sindacato, di assemblee in fabbrica di sole donne»). Sono gli anni della straordinaria esperienza unitaria dell’Intercategoriale donne Cgil - Cisl - Uil di Torino, durata appunto circa un decennio, qui narrati senza la pretesa di interpretare l’esperienza, ma offrendo un caleidoscopio dei punti di vista delle protagoniste e di importanti sindacalisti.

Dieci anni che sconvolsero il sindacato

L’idea di avviare questo immenso e certo non facile lavoro di ricostruzione nacque nel 2003, quando - scrivono nella densa prefazione Vanna Lorenzoni (Cgil), Adriana Celotto (Cisl) e Ivana Dessanay (Uil) - «avvicinandosi alcune importanti scadenze riferite alla storia del lavoro a Torino e in Italia», ci si «rese conto del rischio che fosse cancellato il contributo delle donne». Così, si è deciso di darsi da fare per «riprendere la narrazione, riaccendere i riflettori e ridare voce ad una straordinaria stagione di un movimento di donne sviluppatosi all’interno del sindacato torinese». Quello che poi è stato chiamato «femminismo sindacale», «un modo originale e unico di introdurre il pensiero femminista nella pratica sindacale, organizzativa e rivendicativa». Con il progetto sulla memoria Mnemosine, si legge ancora nella prefazione, «Volevamo celebrare il valore e il coraggio delle protagoniste; rituffarci nella nostra giovinezza, misurando consonanze e dissonanze tra quella storia e la nostra personale storia individuale; ma soprattutto eravamo e siamo interessate a parlare alle giovani generazioni». Dunque «a persone forse ignare delle grandi battaglie che donne, che potrebbero oggi essere le loro madri o le loro nonne, hanno combattuto per conquistare alcuni tra i più importanti diritti civili, sociali ed economici volti a valorizzare la differenza di genere e contrastare, anche culturalmente, le disuguaglianze tra uomo e donna, disuguaglianze fortemente radicate nelle relazioni familiari e di coppia, nel lavoro, nel sindacato, nella politica e nella società».

I diritti acquisiti sono frutto di impegno e di coraggio

A loro, e particolarmente ai giovani studenti e studentesse e ai nuovi rappresentanti sindacali, piacerebbe trasmettere attraverso queste pagine alcuni precisi concetti: per esempio che «ogni diritto acquisito è frutto di un forte impegno intellettuale e di lotta, è frutto di coraggio nel rompere l’ordine costituito e si fonda sulla costruzione di alleanze tra quei soggetti che a quel diritto aspirano». E poi ancora, «vorremmo far capire che non ci sono diritti conquistati una volta per tutte e che ogni generazione deve metterci il proprio impegno e il proprio sacrificio per difenderli e per avanzare. La trasmissione della memoria può aiutare a non ricominciare sempre da capo e a non rifare gli stessi errori». Il volume è composto di 13 capitoli (la cui scansione è ben articolata nell’ottimo Indice), da “La stagione dei movimenti (1962-1975)” a “L’epilogo (1984-1985-1986)”, che fra il resto includono varie tabelle di “Cronologia delle donne”. Seguono schede relative a Cgil, Cisl e Uil; Indice dei nomi e Indice per argomenti; una notevole Bibliografia per argomenti. Fra le pagine 96 e 97 si trovano, fuori testo e precedute da un’intervista a Laura Fiori autrice della grafica, sei tavole che raccontano “La lotta delle donne nei manifesti (1974-1990)”.


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http://www.lagazzettaweb.it/Pages/rub_lib/2007/curiosando/r_cur_07-16.html

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