CERCA

...la Grande Storia vista dal basso


Prefazione

del 23-07-2007
di Gianni Oliva

Le storie di vita vissuta sono esperienze che restituiscono il passato con l’immediatezza e la vivacità di punti di osservazione particolari. La Grande Storia raccontata nei manuali e nei saggi è una sequenza di eventi, di personaggi di primo piano, di dinamiche politico sociali, di approfondimenti analitici; la biografia degli uomini qualunque è quella stessa Grande Storia vista dal basso, con gli occhi a volte trasognati, a volte sofferti, di chi è stato insieme spettatore e protagonista di avvenimenti tanto più grandi di lui. Così è per questo racconto, una storia di vita nei torbidi della prima guerra mondiale, raccontata con le parole di un contadino piemontese rielaborate dall’affetto di un nipote. Momento drammatico, insieme epico e tragico, del 1915/18: dal punto di vista “culturale” è la prima esperienza che gli italiani fanno collettivamente e come tale segna l’esordio della cittadinanza nazionale; dal punto di vista militare è una carneficina nella quale grandi masse di uomini, provviste dalla tecnologia di micidiali armi da fuoco ma non ancora di mezzi meccanici per lo spostamento, si contendono un palmo di terra scontrandosi tra una trincea e l’altra; dal punto di vista umano è insieme sofferenza e brivido, paura e slancio, inquietudine e attesa. Quando si visitano oggi i territori di quella guerra (l’Altopiano di Asiago, il Carso, il Piave), non si può non ripensare a quei milioni di contadini semianalfabeti, strappati dalle loro case delle montagne piemontesi o dei latifondi siciliani e mandati a combattere sul confine nordorientale: parlate dialettali diverse, la gerarchia dell’esercito a stabilire un inconsueto sistema di regole, l’odore acre della polvere da sparo, i morti e i feriti, l’esaltazione nazionalistica e il mito della bandiera. Una tale esperienza ha attraversato le coscienze dei protagonisti con la forza travolgente di un momento “totale”: ne sono derivate riflessioni, sgomenti, memorie. Gli intellettuali hanno consegnato la loro rielaborazione a pagine fondamentali, come “Un anno sull’Altopiano” di Emilio Lussu o come le poesie di Giuseppe Ungaretti: gli uomini semplici l’hanno invece consegnata ai figli e ai nipoti con i racconti ripetuti sino all’età più tarda. A quasi un secolo da quegli avvenimenti ben venga, dunque, questo contributo che attraverso il microcosmo dell’esperienza di Telesforo illumina il macrocosmo della prima guerra mondiale.


Collane correlate: