Un noir che riscopre un mondo cancellato
LA STAMPA
del 29-06-2008
di Lodovico Poletto
Un salto indietro nel tempo lungo quasi ottant’anni. Un tuffo in un mondo che nessuno, o quasi, ha mai avuto la forza e la voglia di raccontare: l’Eritrea coloniale italiana, quello spicchio di terra nella parte settentrionale del Corno d’Africa, confinante con il Sudan e con l’Etiopia.Qui, nel caldo torrido di questo angolo di pianeta si ritrovano gli attori di un mondo cancellato dal tempo: ci sono coloni italiani e soldati del Negus, attori, imprenditori, carabinieri e popolazione locale.Ci sono belle donne e personaggi dal dubbio passato. In questo universo colorato e afoso si ambienta il primo noir di Giorgio Ballario, giornalista esperto di cronaca giudiziaria e grande appassionato di storia di quel periodo.Ha lavorato sodo l’autore per ricostruire con meticolosa precisione la geografia dei luoghi, gli ambienti e le città. Ha scavato in vecchi e introvabili volumi del Touring club e nei libri di storia, ha attinto a piene mani nei ricordi di chi, quel periodo, l’ha vissuto.«Un’operazione possibile anche grazie agli ultimi sopravvissuti di quel periodo. Ma pure alla pubblicistica di quegli anni, ormai ritrovabile solamente sulle bancarelle dell’usato. Non da ultimo il sempre utile e torinesissimo mercato settimanale del Balon» spiega l’autore. E il risultato è quello di riuscire a non farsi cogliere impreparato e ancor meno impreciso. Restituendo al lettore uno spaccato di società che molti preferirebbero dimenticare.Ed ecco che in questa Massaia così lontana, e che con il tempo scolora anche nei ricordi degli ultimi testimoni ancora in vita, sugli altipiani e nel deserto, si muovono i protagonisti di questo giallo dall’ambientazione originale. Tra le oasi e i salotti, nelle caserme e ai bazar il maggiore Aldo Morosini, ufficiale dei regi Carabinieri, indaga su due misteriosi omicidi. Lo fa con la stessa meticolosità e coscienza che avrebbe adoperato a Milano, a Torino oppure a Roma. E il risultato finale è un noir teso, intenso, che raramente cede il passo. È la storia di un’indagine ma anche quella di un tradimento e di un amore.E se Virginia e Aldo hanno un loro segreto, altri personaggi, altrettanto di primo piano, custodiscono misteri che non preferirebbero rivelare. In mezzo a tutto questo ecco uscire dalla penna dell’autore i vecchi Fiat 508, o le bombate Guzzi 500, capaci di filare veloci anche su piste sterrate, in un inseguimento che sembra di vivere e vedere.
Ed ecco i telegrammi succinti, le informazioni scambiate con quella lentezza che oggi sarebbe impensabile, ma che all’epoca era la normalità. Ecco le sigarette Nazionali, i piroscafi, le 1100 militari. Un tuffo nel passato, appunto…
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