Favole per adulti e bambini
IL NOSTRO TEMPO
del 13-01-2008
di m.go.
Un libro di favole per adulti prima che per bambini. A conferma che anche i meno giovani desiderano riflettere in modo “leggero” su se stessi e sulla vita. È «Voglia di favola... tutto colpa del Bambino di Nazaret» scritto da NicolaDi Mauro.Di Mauro, nato a Roma 46 anni fa, risiede da Torino da quand’eraragazzo. Giornalista e consulente editoriale, collabora con vari giornali. Ha già pubblicato i saggi «La paterna tenerezza di un pastore d’anime. San Massimo vescovo di Torino» (Effatà, 2001) e «Normanni. I predoni venuti dal Nord» (Giunti, 2003); poi, racconti («Alina danza felice», Effatà, 2003) e poesie («Legato a te», Bonaccorso, 2007).Ora si cimenta con venti racconti, preceduti dalla prefazione dimons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui (Al), e dal testo«Semantica delle favole» di Lionello Sozzi, docente emerito all’Università di Torino.Pagine lievi, che si possono scorrere d’un fiato, ma con il rischio di non coglierne il messaggio, la “morale” come si diceva un tempo. Oppure si può leggere ogni giorno una storia, riflettere su questo o quel personaggio - in genere di duemila anni fa, ma quanto mai attuale - e infine, trarne le (dovute) conseguenze.Di Mauro allestisce un presepe con realistiche figurine e personaggi di fantasia. Attorno alla capanna, angeli e pastori, ma anche un fratee un topolino, un barbone e il suo amico fortunato, unfolletto e Babbo Natale, un passerottino e un bambinocon la fionda. A fare da sfondo, il bosco e la città conle sue case e un autobus che viaggia pigramente.Venti favole, dicevamo, con la prima e l’ultima che sembrano scritte apposta per incorniciare le altre. In «Tanto tempo fa» il bue e l’asino litigano per una manciata di fieno, ma quando arrivano due ospiti inattesi e intirizziti, Maria e Giuseppe, li scaldano con il loro calore e, miracolo, la stalla si riempie di fieno. Nell’ultimo racconto, «Tutta colpa di Gesù Bambino», Yacoov, proprietario della stalla, vede andare e venire troppa gente, persinomaghi venuti dall’Oriente, e alla fine si arrabbia: «Questoè troppo! È opportuno che Maria e Giuseppe e il lorobambino appena nato facciano fagotto! Chi si credono di essere tutti costoro che vengono, senza nemmeno essere stati invitati, a sbirciare nella mia stalla!». Ma quando il nipotino sordomuto acquista d’improvviso l’udito e la parola, capisce ed è lui stesso ad proporre a Maria e Giuseppe di fermarsi quanto vogliono.Come scrive nella prefazionemons. Micchiardi, «la lettura di queste pagine richiede riflessione attenta sui contenuti, i cui titoli non hanno sempre attinenza con Gesù Bambino».Di certo, «nella maggioranza delle favole, le più eloquenti di significato, racchiuse nella cornice del quadro narrativo, emerge il simbolo del grande dono di amore che Gesù ha portato sulla terra, facendosi uomo».Con l’augurio che le favole siano «fonte di riflessione sul reale, profondo significato del Natale in un mondo adombrato dal prevalere del
consumismo».
Libri correlati:
Collane correlate:
